Montale, i facchini della Gls sul tetto per protesta contro i licenziamenti

Un gruppo di lavoratori è salito sopra il capannone per manifestare. Usb: «Licenziati 33 nostri iscritti, la nostra è una forma di lotta radicale contro un provvedimento ingiusto»

la protesta

Un gruppo di lavoratori della Gls di Montale ha inscenato una particolare protesta nel pomeriggio del 16 aprile. In seguito al licenziamento di decine di colleghi di una ditta appaltatrice che lavora per Gls, un gruppetto di facchini è salito sul tetto del capannone della logistica con bandiere e striscioni del sindacato Usb. Sul posto sono immediatamente intervenuti i vigili del fuoco, gli agenti della Digos e le volanti della polizia. La Digos ha provato a trattare con alcuni dei manifestanti, ma per il momento i lavoratori proseguono la loro protesta. «I licenziati da Gls – spiega il sindacalista di Usb Roberto Montanari - hanno scelto una forma di lotta molto radicale ed estrema per protestare contro una misura estrema che vivono come estremamente ingiusta. La società Seam, la fornitrice di servizi nell'hub piacentino della multinazionale della logistica li aveva licenziati perché “troppo conflittuali”, infatti i 33 iscritti ad USB avevano dato corpo ad un ciclo di lotte e scioperi tendenti ad ottenere condizioni di sicurezza sul posto di lavoro dopo che erano stati aggrediti in 3 da un “caporale”. Si trattava solo dell'ultimo di una serie infinita di episodi di aggressione e violenze subite nel magazzino. Quello che comincia a palesarsi è il fatto che questo pretestuoso licenziamento plurimo per motivi disciplinari ha fatto da apripista ad una dichiarazione di esubero per altri 54 lavoratori. Vogliono intimidire i lavoratori e il loro sindacato per far passare misure di ristrutturazione che tagliano posti per aumentare profitti. Hanno fatto male i loro calcoli, e la risposta dei 33 licenziati è nel segno della più ferma determinazione. Usb è al loro fianco e chiede l'apertura di un tavolo di confronto per riportare i licenziati al lavoro, per ridare serenità e sicurezza ad un magazzino nel quale il lavoro non manca».

Sul posto è giunto anche il questore di Piacenza Pietro Ostuni insieme al capo di Gabinetto della questura Filippo Sordi Arcelli.

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