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Morì in servizio a 25 anni, una lettera sulla tomba dell'agente Stefano Villa: «Siate orgogliosi di vostro figlio»

Stefano Villa morì la sera del 27 settembre 1995 al Casello di Melegnano durante un conflitto a fuoco con un rapinatore. Il suo collega fu ferito ma si salvò, lui invece colpito al cuore morì poco dopo in ospedale. La commemorazione a Castelvetro Piacentino nella piazza a lui dedicata

«Anche quest'anno, in occasione del ventesimo anniversario della scomparsa del collega Stefano Villa, medaglia d'oro a valor civile, a titolo mio personale e di tutto il Siap Piacentino e dell'Emilia Romagna, ho partecipato alla commemorazione che si è svolta a Castelvetro Piacentino nella piazza a lui dedicata. In questa occasione, il papà di Stefano Enrico Villa, mi ha fatto sapere di una lettera che ha trovato nella tomba del figlio Stefano scritta da una persona che non conosce, chiedendomi di mandarla ai giornali perché commovente e significativa per ogni collega che veste la divisa al servizio di tutti», scrive in una nota Sandro Chiaravalloti, segretario provinciale del Siap. Di seguito riportiamo il testo della lettera. Stefano Villa morì la sera del 27 settembre 1995 al Casello di Melegnano durante un conflitto a fuoco con un rapinatore. Il suo collega fu ferito ma si salvò, lui invece colpito al cuore morì poco dopo in ospedale. 

Buongiorno signora Carmen e Enrico.

Mi chiamo Alessandro  Marini ed ho 33 anni, vivo a Milano.  Noi non ci conosciamo. Da quando ero bambino, ho sempre avuto una grande ammirazione per tutti colore che vestono una divisa e svolgono il proprio lavoro al servizio degli altri. Così navigando su internet sul sito dedicato ai caduti della Polizia di Stato , ho trovato la storia di vostro figlio Stefano e ne sono rimasto profondamente colpito.  Ho poi trovato qualche notizia sulla vita , sulla attività in Polizia, sulla morte.  Mi sono fermato spesso a riflettere su quanto gli è accaduto, davanti ad una sua fotografia sullo schermo del computer. A 25 anni Stefano svolgeva con coraggio il suo lavoro al servizio di tutti i cittadini perbene, conscio del grande rischio che questo poteva comportare. Io alla sua età avevo da poco terminato l'università ed ero pieno di nozioni, teoria, formule, nulla al confronto al suo coraggio, alla sua determinazione. Ho letto delle numerose attestazioni di stima che autorità e cittadinanza hanno, negli anni, dimostrato nei confronti di Stefano e del suo sacrificio.  Prima tra tutte, la medaglia d'oro al valore. Oggi nel mio piccolo ho voluto anche io, con questa visita alla sua tomba , rendergli il dovuto omaggio. Siate sempre orgogliosi di vostro figlio, come lo sono tutte le persone oneste di questa nostra Italia. 

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