Morte del carabiniere a Castelsangiovanni, il pm chiede due anni e sei mesi per il camionista

L'autista moldavo del Tir aveva parcheggiato il mezzo sulla strada in modo irregolare e la gazzella dei militari, che stava inseguendo un’auto sospetta, si schiantò contro il camion. Luca Di Pietra morì sul colpo, il collega Massimo Banci riportò lesioni gravissime

L'auto sulla quale viaggiavano Luca Di Pietra e Massimo Banci

Due anni e sei mesi di reclusione. E’ la richiesta di pena del pm Antonio Rubino per il camionista moldavo Sava Novakov, ritenuto responsabile di lesioni colpose e omicidio colposo. L’uomo era l’autista del tir parcheggiato vicino a una curva, al polo logistico di Castello. Contro il suo tir, nel settembre del 2014, si schiantò la gazzella dei carabinieri del Radiomobile di Piacenza, che stava inseguendo un’auto di malviventi in fuga ad altissima velocità. Nello schianto, purtroppo, perse la vita il carabiniere Luca Di Pietra, mentre il suo collega Massimo Banci rimase gravemente ferito.

Nella mattinata del 14 novembre il processo si avvia alla conclusione davanti al giudice Italo Ghitti, c’è stata la requisitoria del pubblico ministero. La prossima udienza vedrà le arringhe del difensore e le richieste delle parti civili. Il camion del moldavo - che è difeso dall’avvocato Marco Malvicini - era fermo poco dopo una curva, parcheggiato in modo non regolare. Secondo il pm esiste un nesso tra quel parcheggio e l’impatto dell’auto dei carabinieri. La gazzella, infatti, non avrebbe potuto vedere il mezzo pesante a causa della vegetazione incolta che era cresciuta proprio poco prima della curva. La vettura dei militari, che viaggiava a una velocità di 130 km/h avrebbe visto il tir all’uscita della curva. La frenata avrebbe fatto perdere il controllo all’auto che si infilò sotto la parte posteriore destra dell’autoarticolato. Uno schianto che costò la vita a Di Pietra e provocò lesioni gravissime al capo pattuglia.

Numerose le perizie tecniche. Il pm Rubino ha ricordato come i periti della procura e quelli di parte erano arrivati a conclusioni univoche: senza quel camion, probabilmente l’auto non avrebbe impattato e non ci sarebbe stato il morto. Secondo, invece, una perizia della difesa, il Tir parcheggiato sarebbe stato ininfluente, perché l’alta velocità della vettura dei carabinieri avrebbe provocato un incidente. Nella prossima udienza, la parola passerà al difensore Malvicini. Come responsabile civile è presente l’assicurazione Unipol, con l’avvocato Dario Mazzoni. per le parti civili, infine, la compagna di Di Pietra e i due figli minori sono assistititi dall’avvocato Gabriele Gardi, mentre Carlo Alberto Caruso tutela il carabiniere Banci.

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