Morte del carabiniere a Castelsangiovanni: iniziato il processo, quattro i periti al lavoro

Cominciato il processo nei confronti di un camionista moldavo, S. N., accusato di lesioni colpose e omicidio colposo. L'uomo era l'autista del camion parcheggiato in prossimità di una curva, al polo logistico di Castello. La gazzella del Radiomobile si schiantò contro il tir

L'auto sulla quale viaggiavano Luca Di Pietra e Massimo Banci

Saranno quattro i periti che dovranno far luce sul tragico incidente che costò la vita a un carabiniere nel settembre del 2014 a Castelsangiovanni. E’ cominciato nella mattinata del 1 marzo il processo nei confronti di un camionista moldavo, S. N., accusato di lesioni colpose e omicidio colposo. L’uomo era l’autista del camion parcheggiato in prossimità di una curva, al polo logistico di Castello. Contro il suo Tir si schiantò la Gazzella dei carabinieri, impegnata nell’inseguimento di un’auto di malviventi che stava fuggendo a tutta velocità Nello schianto, purtroppo, perse la vita il carabiniere Luca Di Pietra, mentre il suo collega rimase gravemente ferito.

Il giudice Italo Ghitti, pm Antonio Rubino, ha rinviato il dibattimento dopo aver deciso di citare il perito della difesa Renzo Franchi, su richiesta dell’avvocato del moldavo, Marco Malvicini. In aula erano presenti anche i genitori del militare che ha perso la vita, i quali si sono costituiti parte civile - insieme con gli altri tre figli - con gli avvocato Niobe Cisbani e Antonio Galluzzo. Ma parte civile si sono costituiti anche i due figli del carabiniere deceduto e la sua compagna, attraverso l’avvocato Daniele Gardi; il carabiniere sopravvissuto, con l’avvocato Carlo Alberto Caruso; come responsabile civile è presente l’assicurazione Unipol, con l’avvocato Dario Mazzoni. Le perizie dovranno stabilire se esista un nesso causale tra la posizione del camion e lo schianto mortale dell’auto dei carabinieri. Ognuna delle parti ha un proprio perito. La prossima udienza, a metà maggio, è prevista la presenza di Marco Checchini, consulente tecnico della procura. Ci saranno poi Stefano Coldrati, chiamato da Gardi; Andrea Violoni, scelto dalla famiglia. Il presidente Ghitti ha fatto sapere che se l’esito delle perizie non porterà a un quadro chiaro della situazione, il Tribunale potrebbe nominare un proprio perito.

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