rotate-mobile
Il lutto dei vigili del fuoco / Fiorenzuola d'Arda

«Ciao Paolo, vigile del fuoco sempre in prima linea per il prossimo»

Aveva 57 anni il capo reparto dei vigili del fuoco di Fiorenzuola, scomparso improvvisamente. In tanti ricordano il professionista del soccorso, spassoso ma allo stesso tempo serio: un’istituzione e un esempio per i pompieri piacentini

Quando nel 2014 trovai i primi spazi su ilPiacenza.it ero ancora uno studente delle scuole superiori. Seguivo gli eventi di Fiorenzuola ma non mi bastava: la passione per le divise, del mondo delle forze dell’ordine e del soccorso mi faceva pensare tra me e me “come i miei colleghi un giorno arriverò a scrivere di cronaca nera, degli arresti, degli incendi”. Così tutte le volte che incontravo qualcuno di loro, di “quelli in divisa”, salutavo e mi presentavo. Così avevo fatto con Paolo Marchini, capo reparto del distaccamento dei vigili del fuoco di Fiorenzuola. Era l’estate del 2017 e dovevo seguire le ricerche di una giovane che si era allontanata da casa per alcuni giorni. C’era lui a coordinare la squadra al campo base: «Posso seguirvi con la mia macchina quando uscite con il vostro mezzo?» - avevo chiesto un po’ timoroso vedendo quel vigile del fuoco alto con il capello bianco scompigliato. Lui era così. «Certo, vieni pure», mi aveva risposto col sorriso. Qualche giorno dopo da casa avevo visto del fumo in lontananza e con l'auto ho raggiunto il luogo, a pochi chilometri di distanza. Era un incendio di sterpaglie e c’era la squadra di Paolo. «Ciao! C’eravamo visti qualche giorno fa per le ricerche della ragazza scomparsa, ti ricordi?». «Fai pure quel che devi fare!», mi aveva detto mentre avevo già in mano il telefono per scattare le foto da inviare alla redazione.

Da quel giorno presi i contatti con lui e grazie alla sua disponibilità, in questi anni, sono riuscito a portare a casa le notizie di cronaca dalla mia zona, chiamata dopo chiamata alla caserma di Fiorenzuola: «C’è Paolo?». «Ciao paparazzo cosa vuoi sapere?», rispondeva scherzosamente ma con tono serio al telefono, senza farsi mancare poi qualche battuta e congedandosi sempre con «salutami il direttore e la Manu (Emanuela Gatti, nda) eh!». Sì, con tono serio che sembrava uno duro. E così era stata l’impressione che avevo avuto di lui la prima volta che lo vidi. Caratterialmente però avevo anche subito capito che mi sbagliavo, fisicamente invece lo era eccome invece. Combattente lo è stato fino all'ultimo, fino al 25 luglio quando a 57 anni è deceduto all'ospedale di Piacenza per un male che l'ha strappato alla vita nel giro di due settimane lasciando centinaia di persone sgomente. Dal letto dell’ospedale aggiornava con le foto amici e colleghi su Facebook: «Prima o poi ne usciamo», scriveva. E in tanti incoraggiavano Paolo che era un professionista del soccorso, un uomo spassoso ma allo stesso tempo serio e preparato. Insomma, un’istituzione per Fiorenzuola, per il comando provinciale dei vigili del fuoco. Un esempio per molti.

Addio a Paolo Marchini, capo reparto dei vigili del fuoco

Paolo marchini vigili del fuoco-3Che era forte e duro lo sanno in tanti, tutti quelli che lo hanno conosciuto. Nel 1984 con la Leva militare si era arruolato nei vigili del fuoco e poi divenne permanente nel 1989. Oltre trent’anni trascorsi nel distaccamento di Fiorenzuola che ha tristemente lasciato con il grado di capo reparto. A testimoniare il suo spirito da vigili del fuoco c’è una foto che risale al 2014: Paolo con la bombola d’ossigeno sulla schiena, seduto sullo scalino dell’autopompa: «Stanotte abbiamo rischiato il c**o. Non è bello passeggiare in una nuvola di Gpl. Stanotte l'ho vista davvero brutta». Perché lui «quando c’era qualcosa era sempre il primo ad andare, a lanciarsi», ricorda il suo collega Sandro Quattrini che spiega come, per questo motivo, Paolo era soprannominato “lo zingaro”. Ha un bel ricordo della sua volontà anche Fabrizio Rossetti, ora autista del 118 ma in passato vigile del fuoco a Fiorenzuola. Con Paolo ha lavorato tanti anni, così come tanti colleghi che non appena appresa la triste notizia della sua scomparsa, hanno postato messaggi di cordoglio sul suo profilo Facebook».

«Ti ho conosciuto solo 12 giorni, emergenza incendi in Calabria nel 2021. Una persona fantastica con un cuore enorme», scrive un vigile del fuoco che, come Paolo, non si tirava indietro dalle emergenze in tutta Italia. Negli anni, con il Gos (Gruppo operativo speciale movimento terra) del comando provinciale di Piacenza era stato sui teatri delle ultime più grandi tragedie, come il terremoto ad Amatrice e Arquata del Tronto. Per tanti vigili del fuoco è stato non solo il capo squadra, il capo reparto, ma anche un maestro: «Paolino sei stato un mio idolo, il più pazzo che abbia mai conosciuto. Mi hai insegnato tanto, mi hai insegnato la materia e il divertimento di essere pompiere». E ancora: «E’ stato un onore lavorare con te ma soprattutto averti conosciuto». Qualcuno non ci crede che Paolo non ci sia più: «Dimmi che stai facendo uno scherzo dei tuoi». Ora Paolo però non potrà più scherzare come amava fare ma la sua presenza sarà sempre forte e viva in tutti i colleghi e in tutte quelle - tante - persone che ha salvato.

Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

«Ciao Paolo, vigile del fuoco sempre in prima linea per il prossimo»

IlPiacenza è in caricamento