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La scena del tragico incidente

La scena del tragico incidente

Motociclista travolto e ucciso a Castelsangiovanni, chiuse le indagini

Perse la vita un 36enne di Meda (Monza). Accusato di omicidio stradale un operaio piacentino di 46 anni. La difesa sta studiando la perizia cinematica e l’autopsia

Sono state chiuse le indagini sul tragico incidente che, il 9 agosto dello scorso anno, costò la vita a Michele Ruffini, 36 anni, un motociclista brianzolo (di Meda) che morì dopo un terribile schianto con un furgone condotto da un operaio piacentino di 46 anni. Il sostituto procuratore Daniela Di Girolamo ha chiuso il fascicolo, con l’ipotesi di omicidio stradale nei confronti del 46enne. Ora, la difesa dell’uomo ha venti giorni per chiedere ulteriori indagini, presentare memorie o far interrogare l’indagato. Passati i venti giorni la procura chiederà il rinvio a giudizio al giudice per le indagini preliminari. Intanto, l’avvocato Francesca Beoni sta studiando la perizia cinematica - fatta svolgere dalla procura per accertare l’esatta dinamica dello scontro - e il risultato dell’autopsia. La moglie e altri familiari, nel frattempo, sono difesi da avvocati lombardi e potrebbero costituirsi parte civile. Il piacentino, che era a bordo di un pick up, avrebbe colpito la moto a Castelsangiovanni, in località “La Gatta”, all’incrocio con il supermercato Famila. I soccorritori avevano cercato di intervenire e da Parma era arrivato anche l’elisoccorso, ma per il 36enne non ci fu scampo: le ferite erano risultate mortali. Il 46enne venne arrestato. Rifiutò di sottoporsi all’esame del sangue per accertare se fosse positivo ad alcol o droghe. L’uomo restò in carcere fino all’autunno e, poi, tornò in libertà in attesa del processo.

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