Nasce il Consorzio di bonifica di Piacenza: «Un evento epocale»

Dalla fusione di due bonifiche, "Bacini piacentini di Levante" e "Bacini Tidone Trebbia", è stato istituito il Consorzio di bonifica di Piacenza. Il presidente Zermani: «E' un evento epocale. Le attività saranno molteplici: tutela della qualità dell'acqua, irrigazione, servizi agli enti locali, difesa del suolo»

«Il nuovo Consorzio di bonifica di Piacenza sarà una realtà al servizio del territorio, in grado di rispondere alle sue esigenze intervenendo in maniera unitaria in un'area con caratteristiche idrogeologiche simili». Tratteggia così, il neo-presidente Fausto Zermani (terzo da sinistra in foto), la nascita del nuovo Consorzio di bonifica di Piacenza, sodalizio sorto dalla fusione di due bonifiche, la "Bacini piacentini di Levante" e la "Bacini Tidone Trebbia".

Il Consorzio è stato presentato questa mattina nel palazzo dell'Agricoltura di via Colombo. Presente anche l'assessore provinciale all'Agricoltura Filippo Pozzi.

2.600 KM QUADRATI D'AREA, 55 COMUNI - La fusione ha richiesto oltre un anno e mezzo di lavoro. «Un cammino lungo, faticoso - sottolinea Zermani -, ma che riunirà le competenze e le esperienze maturate in due contesti diversi». Si è resa necessaria per la legge regionale 5 del 2009, che prevede la riduzione dei Consorzi di bonifica: dal primo ottobre, in Emilia, da 15 si sono ridotti a 9. L'ambito nel quale i consorzio piacentino opererà si estende per 2.600 chilometri quadrati, per 48 comuni in provincia di Piacenza e 7 in provincia di Pavia.

I SERVIZI OFFERTI - Ma a cosa servirà, nel concreto, il Consorzio? «Accanto alle attività tradizionali - prosegue Zermani -, come la difesa del suolo e la bonifica montana, l'irrigazione e la tutela dell'ambiente, si darà impulso alle attività di tutela dell'acqua movimentata, oltre a fornire servizi tecnici innovativi in convenzione con gli enti locali». In sostanza, «senza la nostra attività la montagna sarebbe più franosa, la pianuta più arida, non ci sarebbe una sanità idraulica sufficiente». «Mettiamo in campo personale - conclude Zermani - altamente specializzato in modo da garantire la tutela degli abitanti, delle aree artigianali, produttive e commerciali».
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