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Patrizia Barbieri

Patrizia Barbieri

«Necessario fare gli accertamenti anche agli asintomatici, non sufficiente quanto previsto dal Governo»

Covid, il sindaco di Piacenza Patrizia Barbieri sul proprio profilo Facebook parla di tamponi e test

«Leggo anche dai vostri commenti, oltre che sui giornali nazionali, che c’è ancora tanta confusione sul tema dei tamponi. Personalmente anche io ritengo che non sia sufficiente quanto previsto nelle direttive del Governo, ovvero che il tampone venga effettuato solo a chi mostri sintomi evidenti. E’ proprio intercettando gli asintomatici che potremmo ridurre i contagi che avvengono senza che i diretti interessati possano accorgersene». Scrive il sindaco di Piacenza Patrizia Barbieri sul proprio profilo Facebook.

«C’è dibattito anche all’interno della stessa comunità scientifica. L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha spiegato che non è possibile effettuare uno screening di massa perché i laboratori - nel pieno della crisi sanitaria - non riuscirebbero a gestire un numero così elevato di test. Inoltre alcuni esperti hanno sottolineato l’importanza di effettuare solo test ad alta attendibilità, riportando il caso della Germania, dove sono stati scoperti moltissimi falsi positivi. Non mi permetto di giudicare il lavoro e il pensiero di scienziati, i quali esaminano tutti gli aspetti di un problema avendo strumenti adeguati, ma da cittadina  - prosegue - come voi sento forte la necessità di individuare quel sommerso di positivi che, involontariamente, diventano fonte di contagio. Del resto è sempre l’Organizzazione Mondiale della Sanità, nelle parole del direttore, a dichiarare che “Il modo più efficace per prevenire le infezioni e salvare vite umane è rompere la catena della trasmissione” e che per farlo “è necessario testare ed isolare”».

«Nell’esercizio del mio ruolo di sindaco ho un dialogo costante con la sanità a tutti i livelli e non manco di evidenziare la necessità di individuare tempestivamente una corretta metodologia e un sistema avanzato dal punto di vista tecnologico per fermare la diffusività del virus con accertamenti estesi agli asintomatici e tracciatura dei contatti. Come nel caso eclatante dei conviventi di un positivo che, nel mettere in atto l’isolamento previsto dalle direttive, rischiano di contrarre il virus e di diventare essi stessi fonte di trasmissione».

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