«Nessun complotto né prese in giro: noi diciamo sempre le cose come stanno»

Il commissario regionale Sergio Venturi: «Sopralluogo a Piacenza dei vertici dell'Esercito per capire dove montare l'ospedale da campo militare con 40 posti letto nei prossimi giorni»

«In queste tre settimane di disgrazie stiamo assistendo a una progressiva diminuzione del clima di odio e astio tra la gente, si litigava banalmente anche per una futile mancata precedenza in strada e invece ora questo è quasi un ricordo che ci disgusta, ed è sicuramente un fatto positivo. Voglio rispondere a qualcuno che ancora pensa che raccontiamo le cose come ci pare e che pensa che pieghiamo i dati a chissà quale complotto politico: non c'è nessuno in questa regione che abbia in mente di raccontare le situazioni come ci piace, non possiamo permetterci di prendere in giro nessuno. Lo dico a coloro che ancora fanno ironia o fanno insinuazioni: noi siamo al servizio dei nostri cittadini. Vorremmo arrivare in una condizione in cui potremo dire di avere meno contagi: questo è il nostro sogno». «Nella giornata del 17 marzo si è svolto un sopralluogo dell'Esercito in città per capire dove montare l'ospedale da campo militare che potrà ospitare 40 posti letto anche di terapia intensiva. La struttura sarà gestita interamente da personale medico ed infermieristico militare», ha spiegato Venturi.  «Il 18 marzo  - ha proseguito - presenteremo al presidente Stefano Bonaccini un piano di potenziamento dell'attività dei tamponi anche per seguire le nuove indicazioni dell'Oms relativamente alla ricerca dei positivi Covid e asintomatici, un piano che prevederà che si facciano i tamponi a tutti i dipendenti e convenzionati con il servizio sanitario nazionale, e partiremo anche con un piano più complessivo di ricerca del virus nelle persone e nei contatti. Sarà un piano diversificato per provincia, ovviamente. Saremo quindi in grado di fare molti più tamponi in modo tale che gli operatori siano tranquilli nello svolgere il loro lavoro e le loro mansioni». «Alla fine di questa settimana e nella prossima cominceremo - ha affermato - a vedere gli effetti della segregazione ed è per questo che insisto tanto sulle misure anticontagio. I morti di oggi riguardano il passato, ossia, raccontano la malattia di due settimane fa e del decorso purtroppo negativo e anche quando supereremo il picco avremo ancora morti che si riferiranno a giorni e giorni prima». «Voglio ringraziare - ha concluso - i 60mila dipendenti del servizio regionale e tutti i volontari: noi siamo la regione che siamo proprio per tutto il tempo che queste persone dedicano al soccorso, grazie anche a tutti coloro che si occupano delle pulizie e delle sanificazioni: ci permettono di lavorare».

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