Martedì, 28 Settembre 2021
Cronaca

Nessun contratto truffaldino per i telefoni, assolto

Un procacciatore d’affari era accusato di truffa ai danni del legale rappresentante dell’associazione Arte Antica per 300 schede sim. Quando arrivò la prima fattura, l’associazione querelò chi aveva proposto il contratto

Era accusato di aver truffato l’Associazione Arte Antica cercando di far stipulare un contratto per 300 abbonamenti business e di aver messo firme false sul contratto, quella del legale rappresentante dell’associazione, dopo avergli detto che non si sarebbe potuto stipulare il contratto perché non avrebbe avuto i requisiti. La Telecom inviò una fattura di 2.700 euro, ma P. non pagò e denunciò alla procura A. M., un procacciatore di affari piacentino. Al termine dell’udienza del 4 settembre, M. è stato assolto dal giudice Ivan Borasi. Il pm dell’epoca, Giulio Massara, aveva chiesto la condanna a un anno, 6 mesi e 500 euro di multa. In aula hanno parlato il difensore di M., l’avvocato Domanico Morace di Bologna e l’avvocato Carlo Maria Romagnoli, con cui si era costituito parte civile P. Morace ha chiesto l’assoluzione e anche la trasmissione degli atti alla procura per il reato di calunnia. Secondo la difesa, non ci sono le prove della truffe e non è credibile che P. spendesse i soldi per regalare schede sim ai soci dell’associazione. Inoltre, è strano che che telefonando al gestore della telefonia quest’ultimo rispondesse che ci volevano 3 giorni per sapere se era stato stipulato un contratto o meno. «E’ una sceneggiata triste» ha affermato Morace. Romagnoli, invece, si è associato alla richiesta di pena del pm sostenendo che proprio la denuncia di P. ha bloccato le fatture del gestore. M., secondo la parte civile, avrebbe caricato le schede inviando poi i documenti a Tim.

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