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Mercoledì, 10 Agosto 2022
Cronaca

«Nessuna donna nasce prostituta. C’è sempre qualcuno che la fa diventare»

L'iniziativa della Comunità Papa Giovanni XXIII: una fiaccolata per le vie della città - prima della celebrazione eucaristica presieduta dal vescovo mons. Gianni Ambrosio in San Francesco - per testimoniare la voglia di lottare contro la prostituzione

Una fiaccolata per le vie della città – prima della celebrazione eucaristica presieduta dal vescovo mons. Gianni Ambrosio in San Francesco – per testimoniare la voglia di cambiare le cose sul tema prostituzione. È l’iniziativa della Comunità Papa Giovanni XXIII, che ha lanciato negli scorsi mesi la campagna “Questo è il mio corpo”. La campagna propone delle azioni per chiedere al parlamento e al governo italiani una legge che sanzioni il cliente, sulla scia del “modello nordico”, adottato in Svezia, Norvegia, Islanda, Francia, e auspicato dall’Unione europea. www.questoeilmiocorpo.org . La comunità chiede ai responsabili delle forze dell'ordine di applicare l'articolo 600 bis del Codice Penale che punisce con pena da 1 a 6 anni di reclusione chiunque commette atti sessuali nei confronti di minorenni dietro pagamento di corrispettivo con persone di età compresa tra i 14 e i 18 anni, mentre sotto i 14 anni è previsto il reato di pedofilia.

In chiesa verranno raccontate storie vere molto significative. “Storie raccappriccianti – ha detto Romina Iurato della Comunità Papa Giovanni XXIII – crude, di donne che sono uscite dal mondo della strada e raccontano cosa hanno subito. Non si può più dire che è “il mestiere più vecchio del mondo”, bisogna entrare in un’altra ottica. Nessuna donna nasce prostituta. Se noi conoscessimo queste donne, ci renderemmo conto che niente in tutto questo le rende libere. Sono schiave: ecco perchè siamo qui oggi. Abbiamo sentito il bisogno di sensibilizzare sul tema, vedendo così tante ragazze in giro per Piacenza. E da qualche tempo parliamo ai giovani nelle scuole, per spiegare cosa c’è dietro tutto ciò. Non si può legalizzare una situazione del genere, perché non è un rapporto alla pari. Molti Paesi come la Germania stanno tornando indietro, dopo aver scelto questo modello. Non è vero che ci sono introiti per le casse dello Stato, e non c’è parità tra offerta e domanda. E comunque la prostituzione continua al di fuori della legge e della sanità». 

 

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