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«Nessuno può sprofondare nella rassegnazione all’oscurità, al male, all’odio»

L'omelia del vescovo per la solenne messa di Pasqua in Cattedrale: «Tutti siamo chiamati a vincere le tante situazioni in cui l’umanità è messa a rischio, disprezzata o negata, come la drammatica cronaca di questi giorni»

Pubblichiamo l'omelia pronunciata dal vescovo Gianni Ambrosio durante la messa solenne di Pasqua in Cattedrale la mattina del 27 marzo.

Nell’antico inno che abbiamo cantato prima dell’annuncio del Vangelo troviamo queste parole: “Morte e vita si sono affrontate in un prodigioso duello”. I tragici fatti della passione e della morte in croce di Cristo sono racchiusi in queste parole: sono i fatti che conosciamo e che abbiamo ancora una volta ascoltato e meditato nel racconto della passione del Signore e nella Via crucis del Venerdì Santo. Ma l’antico inno va oltre e afferma che la vita non soccombe: “il Signore della vita, che era morto, ora vive, è risorto. Poi l’inno conclude: “Cristo, mia speranza, è  risorto (...). Tu, Re vittorioso, miserere, abbi pietà di noi”.  Cristo, il Crocifisso Risorto, è la speranza di tutti coloro che accolgono il lieto annuncio della Pasqua, mistero di morte e di risurrezione, è la certezza che non siamo abbandonati  al nostro destino di morte ma siamo accolti da Cristo risorto che ci fa partecipi della sua stessa vita, perché “chi crede in me, anche se muore, vivrà” (Gv 11,25). 

“Questo è il giorno che ha fatto il Signore; rallegriamoci e in esso esultiamo”: nel ritornello del Salmo responsoriale, la Chiesa ci invita alla gioia. Perché quella morte atroce di Cristo crocifisso è l’inizio della nostra vita nuova, illuminata e salvata. I discepoli di Gesù sono affranti e delusi per ciò che avevano visto, ma possono scoprire nei tragici eventi del Venerdì Santo quanto era stato annunciato dalle Scritture, possono scorgere nelle apparizioni del Risorto la porta di accesso alla sconvolgente novità della Pasqua. Con lo sguardo della fede, arrivano a scorgere nel Crocifisso il volto del Risorto e si rendono conto che la luce della Pasqua illumina ogni oscurità ed infonde la speranza nel cuore umano. 

Le letture bibliche che abbiamo ascoltato mettono in evidenza questa esperienza che sconvolge coloro che hanno visto e incontrato il Crocifisso Risorto. Ascoltiamo la testimonianza autorevole degli apostoli che hanno visto Gesù risorto dopo la morte. È questo l’annuncio esplicito di Paolo che parla di Cristo risorto e della nostra risurrezione con lui, perché egli è la “nostra vita”. Per Paolo, è questa l’esperienza fondamentale della fede, il cuore dell’annuncio cristiano. La morte di Gesù ci dona la vita, la salvezza, perché la sua morte è certificata nel suo significato di vita e di salvezza dalla risurrezione.

Così è avvenuto per Pietro che, negli Atti degli Apostoli, proclama: “Noi siamo testimoni di tutte le cose da lui compiute (...). Essi lo uccisero appendendolo a una croce, ma Dio lo ha risuscitato il terzo giorno e volle chi si manifestasse a noi”. Il Risorto si manifesta ai suoi discepoli e si accompagna a loro perché possano rendersi conto della verità della sua vita gloriosa e della sua nuova presenza in mezzo a noi, attraverso il dono del suo Spirito.   

Il racconto evangelico narra questo nuovo rapporto con il Risorto e vivo in mezzo a noi, attraverso l’esperienza di una donna, Maria di Magdala. È lei la prima discepola ad accorgersi che il sepolcro è vuoto. È lei che di corsa si reca da Pietro per annunciare che hanno portato via il Signore dal sepolcro. Anche Pietro corre insieme a Giovanni verso il sepolcro vuoto: è l’inizio di un cammino che arriverà alla fede in Cristo risorto, al mistero della Pasqua, il mistero della vita che vince la morte e che dona luce e speranza alla storia umana.   

Cari fratelli e sorelle, la luce della risurrezione del Signore illumini la nostra storia travagliata, ci faccia comprendere che è aperta una nuova possibilità di sempre travagliata vita umana. È un orizzonte che interessa tutti, perché tutti siamo chiamati a vincere le tante situazioni in cui l’umanità è messa a rischio, disprezzata o negata, come la drammatica cronaca di questi giorni, ancora una volta, ci presenta. Cristo risorto è la sorgente della speranza che ci fa guardare avanti per risorgere anche noi a vita nuova, ritrovando la gioia della vita e la forza di vivere bene, in comunione con Dio e in pace con tutti gli uomini. 
È il dono grande della Pasqua che accogliamo riconoscenti, cantando l’alleluia pasquale. È la preghiera che facciamo per tutti, l’augurio che rivolgiamo a tutti, perché il messaggio pasquale interpella tutta l’umanità e raggiunge tutte le persone di buona volontà. Nessuno può sprofondare nella rassegnazione all’oscurità, al male, all’odio. Il Cristo risorto doni a tutti i frutti della Pasqua per vivere la sfida di ogni giorno con la luce della fede, con forza della speranza nel cuore e con i gesti di pace e di misericordia.
Amen.

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