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Giovedì, 1 Dicembre 2022
Infortunio mortale / Borgonovo Val Tidone

Fiori bianchi e lacrime per Nicoletta Palladini: il presidio davanti alla vetreria

Dalle 14 è in corso un presidio dei sindacati confederali, mentre per tutta la giornata lavorativa è stata proclamata la totale astensione dal lavoro. Due persone iscritte nel registro degli indagati come atto dovuto

Una fotografia e fiori bianchi ai cancelli della vetreria di Borgonovo dove Nicoletta Palladini ha perso la vita nella notte tra domenica e lunedì schiacciata tra un nastro mobile trasportatore e un macchinario porta bancali. Dalle 14 è in corso un presidio dei sindacati confederali, mentre per tutta la giornata lavorativa è stata proclamata la totale astensione dal lavoro. La tragica morte di Palladini ha scosso l'intero paese e tutti i colleghi di lavoro che oggi hanno voluto ricordarla. Cinquant'anni, da molto tempo era operaia specializzata nell'azienda di Borgonovo, ha lasciato il marito e due figli.

Contestualmente al presidio organizzato da svariate sigle sindacali, non si fermano le indagini dei carabinieri anche della Direzione Territoriale del Lavoro coordinate dal sostituto procuratore Matteo Centini che ha aperto un fascicolo per omicidio colposo, disposto il sequestro dei macchinari e l'autopsia. Gli accertamenti e le perizie dovranno ricostruire quanto accaduto ed eventuali responsabilità. Nel registro degli indagati - a garazia e come atto dovuto - sono state iscritte due persone. 

«Ci uniamo al cordoglio della famiglia della lavoratrice di Borgonovo e auspichiamo sia fatta presto luce sulle dinamiche di un decesso ancora inspiegabile»

«Si tratta di un decesso ancora inspiegabile quello della lavoratrice di 50 anni, vittima di un terribile incidente sul lavoro avvenuto in un reparto, considerato tra i più sicuri, della vetreria di Borgonovo a Piacenza. Ci uniamo al cordoglio della famiglia e auspichiamo al contempo che sia fatta presto luce sulle dinamiche che hanno portato alla morte della lavoratrice, in modo che questi fatti non accadano più», scrivono in una nota congiunta Filctem CGIL, Femca CISL e Uiltec UIL Emilia-Romagna. 

«A ottobre le organizzazioni sindacali avevano accelerato le manifestazioni e le iniziative sulla salute e sicurezza sul lavoro, denunciando i numeri spropositati dei decessi nel 2022 sul lavoro e organizzando una manifestazione nazionale a Roma sul tema il 27 ottobre. Una strage, quella dei morti sul lavoro, che non accenna a diminuire: infatti quest’anno in tutta Italia, da gennaio a settembre si contano 677 morti, pari a circa tre vittime al giorno. Gli infortuni sul lavoro e gli infortuni mortali sono spesso la conclusione di una lunga catena di omissioni sulle norme di sicurezza anche più elementari. Anche in questa circostanza siamo in attesa dei riscontri dell’autorità giudiziaria e degli organi competenti, ma abbiamo sempre di più l’impressione che le esigenze della produzione e le pressioni che lavoratrici e lavoratori subiscono per garantire i risultati siano la reale motivazione di quanto succede. Il valore sociale del lavoro dovrebbe essere più importante della semplice ricerca del profitto».

«Da sempre le organizzazioni sindacali denunciano un sistema di controlli e di sanzioni non efficiente. Solo aumentando la percezione del controllo quotidiano e dell'eventuale sanzione, se non ottemperanti alle più elementari norme di salute e sicurezza, è possibile invertire la rotta. Questa è una delle priorità che deve avere la nostra politica: lavorare sulla responsabilità, su un sistema statale di controllo e di proposta, sul rilancio e sulla formazione. Oltre a questo, chiediamo anche che RSU e Rls siano maggiormente coinvolte sui temi della salute e della sicurezza all’interno delle aziende. Le morti e gli incidenti gravi sul lavoro sono diventati una emergenza che per essere superata richiede strumenti anche giudiziari adeguati, a partire dell’istituzione di una sorta di “super procura” che indaghi su questi fatti».

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