«Noi agenti in prima linea sulla strada, filtro tra decisioni governative e amarezze dei cittadini. Vogliamo più tutela sul Covid»

Contagi e forze dell'ordine a rischio, interviene il sindacato di polizia Siap

(repertorio)

«Siamo in prima linea, siamo in strada a fare da filtro tra le decisioni governative e le amarezze dei cittadini, siamo esposti notevolmente e prendiamo atto che ancora oggi ci sono falle che non dovrebbero esistere. Non voglio essere catastrofico, ma spero in maggiori tutele per noi esposti al conteggio Covid, e che siano estese ad ogni cittadino». Così, in una nota, il segretario regionale del sindacato di polizia Siap, Sandro Chiaravalloti.

«Sette mesi di inferno Covid non ci hanno insegnato nulla? Ricevo comunicazione, in qualità di segretario regionale Siap Emilia Romagna, che il segretario Siap di Bologna è stato posto in quarantena insieme a circa  altri 80 colleghi che hanno accompagnato in Tunisia, ad Hammamet, circa 45 immigrati. 
Le norme impongono che prima di essere imbarcati, gli immigrati debbano essere sottoposti a tampone e, una volta ottenuto l'esito del tampone, se negativo, siano fatti imbarcare a tutela loro, dei loro connazionali e di chi li accompagna». 
«Ebbene, il tampone è stato effettuato e l'esito di uno di loro, positivo al Covid, mi dicono sia arrivato successivamente con la conseguenza di imporre la quarantena a una gran parte di poliziotti che oltre ad essere preoccupati per loro stessi e i loro famigliari conviventi, verranno a mancare in servizi essenziali per il cittadino». 
«È assurdo, altro che movida. Non siamo tranquilli, anche perché a Piacenza come in altre città ci sono accorgimenti che non riteniamo sufficienti a tutela dei poliziotti. 
Ad esempio se un poliziotto che presenta sintomi influenzali ed espleta servizio essenziale e a rischio contagio Covid, invece di essere sottoposto a tampone, a tutela dello stesso, dei colleghi e dei cittadini che controlla, viene sottoposto a semplice visita medica che, come ben sappiamo, non dà certezza di negatività o positività». 

«Dopo la visita viene deciso se fare effettuare al collega, con sintomi influenzali, il tampone. Oramai lo sappiamo tutti, e non sono io a dirlo, ma esperti, che la certezza di positività o negatività con sintomi influenzali, non può certificarla nessun medico con una semplice visita. Riteniamo che i poliziotti con sintomi influenzali, anche a tutela dei cittadini, debbano essere obbligatoriamente sottoposti a tampone. Del resto, pochi giorni fa, ciò è accaduto al famigliare di un collega al quale non hanno voluto fare il tampone a seguito di semplice visita medica, ma che poi è risultato positivo».  

«Io sono tra quelli che all'inizio della pandemia chiedeva per i poliziotti l'obbligatorietà delle mascherine, oggi obbligatoria per tutti. Spero che per l'obbligatorietà al tampone con sintomi influenzali non arrivi tardi alla pari dell'uso delle mascherine».

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