Nominati i tre periti che dovranno stabilire se il Klimt è vero 

Il sostituto procuratore Ornella Chicca che coordina le indagini, ha aperto un fascicolo per ricettazione al momento ancora a carico di ignoti. I tre esperti eseguiranno sulla tela esami specifici che faranno luce sia sull'autenticità sia sullo stato di conservazione del capolavoro

Il Klimt ritrovato

Ritrovamento del Klimt. La procura ha nominato tre esperti (due donne e un uomo) che dovranno stabilire in 30 giorni se il Ritratto di Signora trovato il 10 dicembre in una scaffa esterna della Galleria Ricci Oddi è autentico e se quindi si tratta della tela, dal valore inestimabile, rubato il 22 febbraio 1997 proprio nella stessa galleria dove è clamorosamente riapparso e ritrovato per caso da tre giardinieri durante alcuni lavori di manutenzione. Il sostituto procuratore Ornella Chicca che coordina le indagini, ha aperto un fascicolo per ricettazione al momento ancora a carico di ignoti. I tre funzionari esperti eseguiranno sulla tela esami specifici che faranno luce sia sull'autenticità sia sullo stato di conservazione, ossia si dovrà stabilire da quanto tempo si trovava in quell'intercapedine.  Il furto fu scoperto tardi a causa di un trasloco di questa e di altre opere d'arte a Palazzo Gotico. Un colpo clamoroso e fitto di misteri, i carabinieri non hanno mai smesso di indagare e non fu mai chiaro se il capolavoro venne fatto uscire dal tetto (la cornice fu trovata vicino al lucernario) o se i ladri passarono dall'ingresso principale. Si parla di "Doppio ritratto" perché il quadro aveva assunto un valore storico straordinario nel '96, poco prima del furto, quando una studentessa pavese, Claudia Maga, scoprì sotto al dipinto un altro Ritratto detto di Ragazza, ma con cappello, realizzato da Klimt nel 1910, esposto a Dresda nel 1912, pubblicato nel 1927 e da allora dato per disperso. In realtà non andò mai perduto: l'artista lo coprì con il ritratto di Signora. Dopo la scoperta nel primo pomeriggio del 10 dicembre la tela fotografata nel salone d'onore, è stata spostata in un luogo sicuro e segreto e da oggi sarà a disposizione dei tre periti.  Nei giorni successivi al 10 dicembre una task force di agenti della polizia scientifica del Gabinetto regionale di Bologna hanno eseguito esami e rilievi sia nella scaffa sia nella struttura alla ricerca di indizi per cercare di capire chi ha potuto aver avuto accesso all'area e aver "riportato a casa" il quadro visto che durante le indagini dell'epoca quella scaffa era risultata vuota. In campo c'è un gruppo di lavoro interforze composto dagli agenti della Squadra mobile di Piacenza, dai colleghi del Nucleo investigativo di viale Beverora, e dagli esperti del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale dell'Arma dei carabinieri (Ntpc). 

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