«Non mi avete pagato come stabilito» e scrive sms minatori, assolto

Pensava di essere stato licenziato ingiustamente e chiedeva anche il pagamento di alcune ore lavorate. Era accusato di tentata estorsione ma è stato assolto

Pensava di essere stato licenziato ingiustamente e chiedeva anche il pagamento di alcune ore lavorate. Era però stato denunciato perché avrebbe minacciato in alcuni sms di rivolgersi dai sindacati e dalla Guardia di finanza. Un operaio piacentino di 53 anni è stato assolto dal gip Adele Savastano dall’accusa. Durante l’udienza, il suo avvocato difensore, Mara Tutone, aveva chiesto e ottenuto che il reato venisse derubricato in esercizio arbitrario delle proprie ragioni. Il pm Ornella Chicca, per quest’ultimo meno grave reato, aveva comunque chiesto la condanna.

La vicenda si è svolta lo scorso anno. L’uomo, che lavorava in una cooperativa agricola nella zona di San Giorgio, era stato licenziato. Aveva allora cominciato inviare alcuni sms a un responsabile della cooperativa - non al legale rappresentante - sostenendo che il licenziamento era ingiusto e che la coop gli avrebbe dovuto pagare alcune ore di lavoro che non risultavano in busta paga. Se la coop non l'avesse pagato lui, ha scritto negli sms, si sarebbe rivolto a un avvocato, ai sindacati e alla Finanza. Chi aveva ricevuto i messaggi lo aveva così denunciato e la procura aveva ipotizzato il reato di tentata estorsione. In aula, oltre alla derubricazione del reato, il giudice ha deciso di assolverlo perché, come ha sostenuto la difesa, i messaggi erano stati inviati a un dipendente della cooperativa e non ai legali rappresentanti.

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