Cronaca

«Non sapevo fossero anabolizzanti equiparati alla droga»

Il giudice dispone l’obbligo di firma per il 42enne arrestato con 20 fiale di Nandrolone a Pontedellolio. Comprati sul web «erano solo per uso personale»

Immagine di repertorio

Non sapeva che quelle fiale contenessero un prodotto equiparato alla droga. Le aveva acquistate via web solo per uso personale. Si è difeso così davanti al giudice, il 42enne piacentino arrestato con altre 11 persone nella maxi inchiesta dei carabinieri, partita da Enna, che ha portato alla scoperta di un laboratorio di confezionamento degli anabolizzanti, assemblati anche in pillole con tanto di marchio. Pillole e fiale venivano poi vendute in Internet. Il patentino era stato arrestato dai carabinieri del Nas che gli avevano trovato in casa, a Pontedellolio, 20 fiale di nandrolone. Per lui era scattata l’accusa di detenzione di stupefacenti ai fini di spaccio. Il giudice Gianandrea Bussi, il 13 marzo, durante il processo con rito direttissimo, ha disposto per il 42enne l’obbligo di firma. Il pm Monica Bubba ha chiesto la conferma degli arresti domiciliari, mentre i suoi avvocati, Carlo Alberto Caruso e Federica Sabatini, hanno chiesto al remissione in libertà. L’uomo ha risposto alle domande del giudice negando di sapere che quel prodotto fosse inserito nelle tabelle degli stupefacenti e che si trattasse di anabolizzanti. Pensava fossero fiale legali e comunque le avrebbe usate solo per se stesso, per migliorare lo sviluppo dei muscoli. I suoi avvocati hanno chiesto il rinvio del processo per preparare la difesa.

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