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Da sinistra: l'avvocato Eugenio Losco, Mohamed Arafat e Carlo Pallavicini (Foto E.Gatti)

Da sinistra: l'avvocato Eugenio Losco, Mohamed Arafat e Carlo Pallavicini (Foto E.Gatti)

«Non sussistono reati: Pallavicini e Arafat arrestati solo perché leader del Si Cobas»

Scontri alla Tnt-FedEx. Al via i primi interrogatori di garanzia. Davanti al gip Carlo Pallavicini e Mohamed Arafat. I loro legali: «Chiediamo la revoca della misura dei domiciliari». Davanti al tribunale protestano in 150 tra Si Cobas e appartenenti a Controtendenza: «Lotta forte fino alla morte»

«Arafat ha spiegato e documentato i termini delle vertenze in corso e le varie rivendicazioni sottostanti le tensioni che hanno portato a quello che è accaduto il 1 febbraio. Ha riportato l'integralità delle sue parole che tra l'altro invocavano la calma e la tranquillità, raccomandavano di non rispondere ad aventuali provocazoni di non rispondere alla violenza. Abbiamo dato una ricostruzione diversa rispetto a quella della polizia e della procura perché la nostra corrisponde alla realtà: è documentata. Non siamo di fronte a due istigatori, Pallavicini e Arafat sono sindacalisti e quella sera erano lì perché si occupano dei diritti dei lavoratori. Dalla loro presenza non può desumersi poi una loro responsabilità in alcun tipo di reato. In generale ci sarà poi da valutare se i reati contestati siano realmente stati commessi, e secondo noi non sono stati commessi».

A dirlo Eugenio Losco e Mauro Straini, avvocati di Pallavicini e Arafat, sia prima sia dopo gllosco straini avvocati si cobas-2i interrogatori di garanzia dei loro assisititi che rimangono al momento agli arresti domiciliari come confermato dal gip. Sono accusati di  reati di resistenza aggravata a pubblico ufficiale, lesioni personali aggravata, violenza privata e occupazione di suolo pubblico. Con loro sono indagate altre 27 persone tra le quali 5 colpite da divieto di dimora. Gli interrogatori di questi si svolgeranno il 16 marzo, gli altri 22 sono indagati a piede libero, tutti con le medesime accuse. Losco e Straini hanno chiesto la revoca delle misure: «Secondo noi non deve essere applicata alcuna misura cautelare, non sussiste alcun reato, in particolare quello di resistenza a pubblico ufficiale. Pallavicini e Arafat sono stati coinvolti solo perché sono i leader» e hanno annunciato l'istanza al tribunale del Riesame di Bologna che depositeranno nella giornata del 15 marzo. 

«Vediamo  - hanno proseguito i legali - grande solidarietà da parte dei lavoratori iscritti dal sindacato chepradella guglielmino-2non riconoscono le accuse formulate per le sette persone destinatarie di misura cautelare, in particolare per Arafat e Pallavicini, che sono due delegati sindacali che si occupano della logistica piacentina. Grazie all'attività di questi sindacati di base, in particolare del Si Cobas, tanti diritti dei lavoratori sono stati riconosciuti nel tempo. Si sta parlando di episodi di scioperi come ce ne sono tanti in questa zona, organizzati da sindacati di base per chiedere che vengano riconosciuti diritti, come è avvenuto anche in questo caso. Secondo noi non deve essere applicata alcuna misura cautelare, non sussiste alcun reato, in particolare quello di resistenza a pubblico ufficiale. Pallavicini e Arafat sono stati coinvolti solo perché sono i leader». «Abbiamo spiegato  - dicono - che erano in corso rivendicazioni salariali e richieste di migliorie a livello sindacale già avvallate dall'Ispettorato del Lavoro. Stiamo parlando di coop e aziende che non hanno rispettato considerazioni già prese per buone della autorità competenti». E ancora, alla domanda circa la richiesta di Arafat del sacrificio (contestata dagli inquirenti), i legali dicono: «E' una finzione, anzi imprecisione. Il passaggio è estrapolato da un discorso più lungo. Arafat parlava del sacrificio di enecobas polizia arresti 2021-2rgie per la partecipazione allo sciopero. Nella trascrizione di tutto il video il sindacalista invita alla calma e dice che non avrebbero dovuto opporre resistenza e fare nulla». 

Mentre in tribunale si svolgevano alla presenza anche del procuratore capo Grazia Pradella, gli interrogatori di garanzia davanti al gip, almeno 150 persone appartenenti al Si Cobas e al collettivo Controtendenza hanno manifestato in via Giordano Bruno. I sodali, da segnalare la presenza del leader nazionale Aldo Milano, intorno alle 10 hanno occupato l'incrocio dove sono stati schierati polizia e carabinieri del Reparto mobile e del Battaglione, insieme ad agenti della Digos della questura di Piacenza e alla Polizia locale che ha chiuso al traffico la zona. Solo l'altro ieri si era tenuta a Piacenza la grande manifestazione nazionale, con oltre mille partecipanti, organizzata sempre dal sindacato autonomo in sostegno dei loro due leader. 

scontri tnt cobas-2-2-2LA VICENDA - Oltre alla misure e alle accuse già dette per la violazione del coprifuoco previsto dalla normativa sono state comminate multe per un totale di 13mila e 200 euro, oltre a l’applicazione di quattro misure di prevenzione dell’avviso orale e cinque avvii di procedimento per altrettante revoche del permesso di soggiorno. Nelle perquisizioni sono stati anche rinvenuti 60 grammi di droga tra hascisc e marijuana ma anche vari telefoni cellulari. I fatti contestati dalla procura e dalla polizia risalgono al 1 febbraio quando in via Dei Dossarelli davanti all'hub di Ttn-FedEx si sono verificati scontri durante i quali i manifestanti hanno ferito tre poliziotti durante una fitta sassaiola. 

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