Novate: un solo agente ogni 60 detenuti

Un solo agente a bada di una sessantina di detenuti. Così, l'arrivo del super sorvegliato Olindo Romano al carcere delle Novate, ha sballato i già delicati equilibri degli agenti sotto organico. Per lui solo, tre guardie a tempo pieno

Sotto organico. Due parole per definire la situazione del carcere piacentino. Pochi agenti, con mansioni triplicate, per “dare retta” ciascuno ad una sessantina di detenuti. La colpa, sarebbe del trasferimento di Olindo Romano, disposto dal Tribunale di Como, e sorvegliato speciale delle Novate. Per lui, 24 ore al giorno, si alternano 3 guardie carcerarie, riducendo i colleghi a turni stressanti.

La protesta, ben fondata a quanto pare, arriva da Gennaro Narducci (segretario regionale Uspp e segretario nazionale Lisiapp): Piacenza è la provincia con il maggior numero di detenuti d'Italia e il minor numero di agenti. La polizia penitenziaria, alle Novate, non ne può più: turni su tre quadranti anziché su quattro, come prevede la legge. Già erano sotto organico da mesi, spiega Narducci, ma adesso, con l'arrivo di Olindo Romano, sono proprio allo stremo. Forse, però, sarà proprio il responsabile della strage di Erba, suo malgrado, a far cambiare le cose in meglio.
Tre agenti per Olindo. Per gli altri: 1 ogni 60 detenuti

Sembra che, con Olindo, arrivino anche gli uomini chiesti tante volte e mai ottenuti dal Provveditorato Regionale dell'amministrazione penitenziaria. Saranno felici i colleghi delle Novate, che finalmente, un po' d'aria, la potranno respirare pure loro. In questi mesi di super lavoro, infatti, ad un solo agente spettava il compito di accompagnare e vigilare i detenuti nell'ora d'aria, nei locali docce e lavanderia, ai colloqui con gli avvocati, i parenti, la Caritas.

La situazione non è migliore, se non di poco, in altre parti d'Italia, le carceri del Belpaese stanno arrivando ad ospitare una popolazione di 60 mila detenuti; praticamente, tanta gente quanta ce ne sta in una cittadina di discrete dimensioni. Ieri, Donato Capece, segretario del Sindacato Autonomo di Polizia Penitenziaria (Sappe), ha dichiarato all'Ansa “'la riforma organica del sistema giustizia del Paese ponga tra le priorità di intervento anche la rivisitazione delle politiche penitenziarie italiane, che necessitano di riforme strutturali non più rinviabili''.


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