Nube di gas a Ponte Trebbia, situazione sotto controllo e strada riaperta

Situazione sotto controllo nella zona industriale di Ponte Trebbia dove si era sviluppata una nube arancione per un guasto all'interno dell'azienda Ibf. La concentrazione di biossido di azoto è inferiore alla soglia di allarme e la strada è stata riaperta. Sul posto i vigili del fuoco, i carabinieri e la polizia municipale

I vigili del fuoco sul posto insieme ai tecnici di Arpae

E' stato grazie al tempestivo intervento dei vigili del fuoco che lo sversamento accidentale di acqua in una vasca di decapaggio contenente acido fluoridrico e acido nitrico in alte concentrazioni che ha dato origine a una nube tossica, non ha avuto gravi conseguenze. E' successo nel primo pomeriggio del 25 gennaio nella zona industriale di Ponte Trebbia a Calendasco nell'azienda metalmeccanica Ibf. La reazione chimica, fortemente esotermica - si legge in una nota di Arpae - ha generato un surriscaldamento della soluzione acquosa provocando la formazione della nube di gas, composta da ossidi di azoto e vapori degli acidi presenti nella vasca di colore arancione. 

La zona è stata immediatamente chiusa al traffico e i vigili del fuoco con le squadre specializzate Nbcr, sul posto anche l'ingegnere Paolo Baldini, hanno lavorato duramente per diluire la soluzione, limitare il fenomeno impedendo così un'ulteriore formazione del gas. Lentamente la nube si è dissolta anche grazie al vento che ha portato il gas verso il Trebbia e non verso i centri abitati. Dopo l'iniziale allarme la situazione è rientrata nella normalità in serata e la strada è stata riaperta.

I tecnici di Arpae intervenuti in pochi minuti "hanno fornito informazioni tecniche sulla natura della nube e hanno proceduto ad alcuni campionamenti di ossidi azoto con fiale a lettura diretta, rilevando concentrazioni istantanee di poco superiori al fondo della sensibilità strumentale, compatibili con l’evento. Nessuna anomalia è stata invece rilevata dalle stazioni di monitoraggio della qualità dell’aria cittadine", si legge in una nota ufficiale. La polizia municipale dell'Unione Bassa Valtrebbia con il comandante Alessandro Gambarelli e i carabineri di San Nicolò con il comandante Vincenzo Russo, hanno lavorato per isolare la zona e chiudere tutti gli accessi. Sul posto anche il comandante della compagnia carabinieri, il maggiore Stefano Bezzeccheri che ha rassicurato i cittadini. 

Anche il sindaco di Rottofreno, Raffaele Veneziani, aveva avvertito i cittadini sulla propria pagina Facebook di quanto stava accandendo e li ha tenuti aggiornati fino alle 19 del 25 gennaio quando ha scritto: «Dopo essermi consultato con l'Ausl posso comunicare che, pur in un contesto di qualità dell'aria scadente, nelle vicinanze dell'azienda la concentrazione di biossido di azoto è inferiore alla soglia di 400 microgrammi/mc considerata di allarme. Non c'è quindi necessità di ordinanze limitative dell'accesso alla zona dell'evento. Segnalo tuttavia che una prolungata esposizione a tali agenti, comunque inquinanti, seppure in concentrazione non tale da diramare un allarme, potrebbe causare qualche problema per persone affette da patologie respiratore o comunque particolarmente vulnerabili. Resta quindi in linea generale sconsigliabile il recarsi nei pressi del luogo dell'evento senza che ne ricorrano particolari necessità". 

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