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Lunedì, 29 Novembre 2021
Cronaca

Nubifragio, Coldiretti Piacenza conta i danni: allegate stalle, cantine e campi

Stalle allagate, cantine nel fango, strade e campi impraticabili pieni di legname e detriti, frane in molte parti del territorio con frazioni montane isolate: è questo il primo bilancio di Coldiretti Piacenza sulle forti piogge che hanno colpito la provincia durante la notte

Stalle allagate, cantine nel fango, strade e campi impraticabili pieni di legname e detriti, frane in molte parti del territorio con frazioni montane isolate. E’ questo il primo bilancio di Coldiretti Piacenza sulle forti piogge che hanno colpito la provincia durante la notte. 

«A preoccupare - afferma Marco Crotti, presidente della federazione di Coldiretti Piacenza - sono in particolare le delicate zone di montagna della Val Trebbia e della Val Nure dove gli imprenditori agricoli si trovano ogni giorno ad affrontare il problema del dissesto idrogeologico e che, con le piogge di stanotte, sono stati letteralmente messi in ginocchio non solo dai danni diretti sulle colture e sulle strutture rurali ma anche a livello infrastrutturale con gravi ripercussioni di lungo periodo».

«Numerose sono infatti le segnalazioni di campi allagati limitrofi ai torrenti e canali esondati - afferma Giacomo Delmolino, presidente di sezione di Farini - dove detriti, sassi e tronchi ora li fanno da padrone. A questo va aggiunto poi l’annoso problema delle frazioni isolate provocate da frane o da strade impraticabili: per un allevamento per esempio, l’isolamento è pericolosissimo, poiché oltre a non riuscire a compiere le normali operazioni di trasporto del latte, non si riesce a garantire nemmeno l’alimentazione del bestiame». 

A Vigolzone, la violenza dell’acqua ha portato via un quarto di un appezzamento di terreno di diversi ettari; in Val d’Arda un’azienda vitivinicola ha dovuto fare i conti con il fango che ha allagato la cantina; nei campi aperti il mais è stato allettato. «Nella montagna piacentina, in sole 5 ore – informa Coldiretti Piacenza – MeteoValnure ha rilevato la caduta di 200 millimetri di pioggia mentre nelle medie valli, come Bettola, Gropparello e Travo i millimetri registrati sono compresi tra 110 e 120».

La situazione è aggravata dalle difficoltà di comunicazione a causa dei collegamenti telefonici in tilt. Nonostante le difficoltà dei collegamenti, gli agricoltori sono scesi in strada con i trattori e con le botti per spalare il fango e svuotare le cantine allagate. Gli uffici di Coldiretti nelle zone colpite sono in funzione e a disposizione dei cittadini, mentre i tecnici dell’organizzazione stanno valutando se ci sono le condizioni per chiedere lo stato di calamità a fronte della stima dei danni.

«Nure e Trebbia - conclude Crotti - sono da anni al centro del dibattito sul tema della siccità e del deflusso minimo vitale: è un paradosso che a distanza di poche settimane da quegli scenari, la popolazione e gli imprenditori agricoli di queste zone si trovino a far fronte ad un’emergenza di questa portata. Si rende oltremodo necessario un intervento ed una presa di posizione definitiva sulla gestione del flusso idrico dei corsi d’acqua in questione che metta al centro la sicurezza delle persone e l’economia dei territori».

«Queste "bombe d'acqua" così violente e straordinarie, con nefaste conseguenze dirette su persone ed economia - aggiunge Fausto Zermani, presidente del Consorzio di Bonifica di Piacenza - mettono pesantemente al centro del dibattito ed in discussione le recenti norme sulla cosiddetta ri-naturalizzazione degli alvei dei fiumi in cui si dibatte sull'azione degli interventi artificiali dell'uomo sul territorio, azioni perlopiù volte alla salvaguardia e alla prevenzione di questi gravi fenomeni.  Pensiamo alla funzione contenitiva svolta dalla diga di Mignano e all'incidenza estremamente negativa avuta dai numerosissimi tronchi e detriti disseminati lungo tutto il corso di Trebbia e Nure. Meglio che un tronco d'albero in balia delle acque ne ostruisca il flusso bloccando un ponte o meglio levarlo di mezzo in anticipo in modo adeguato senza lungaggini e regolamenti fuori dal tempo? Forse sarebbe il caso di dare davvero nuove condizioni di sicurezza per tutti intervenendo in tempo utile». 

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