Nucleare, bidoni corrosi: il pm chiede l’archiviazione ma il gip non l’accoglie

Caorso, il direttore della centrale indagato per violazione sulla gestione dei rifiuti radioattivi. Il giudice fissa l’udienza in novembre: vuole capire meglio perché non ci sarebbero né il reato né il pericolo di inquinamento

Uno dei fusti corrosi a Caorso

Non è stata accolta la richiesta di archiviazione della procura relativa alla presunta violazione delle norme di stoccaggio di bidoni con materiale radioattivo alla centrale nucleare di Caorso. Quello che sembrava un caso da mettere nel cassetto avrà bisogno, invece, di un po’ più di tempo per essere chiarito. Il giudice per l’indagine preliminare, Giuseppe Bersani, infatti, ha fissato in novembre l’udienza dove ha convocato accusa e difesa proprio per far luce completa sulla richiesta avanzata dal sostituto procuratore Antonio Colonna nei confronti del direttore Sabrina Romani, difesa dall’avvocato Paolo Fiori. In quella sede, il gip potrà chiedere nuove indagini, archiviare la posizione di Romani o imputare coattivamente la donna e avviare l’iter per il rinvio a giudizio.

Romani è direttore della centrale nucleare di Caorso indagato dalla procura piacentina per la violazione di due articoli del decreto legislativo 230 del 1995, sulla gestione delle centrali nucleari e dei rifiuti radioattivi. Il direttore è indagato per presunti reati legati all’omissione di controlli. Nel mirino, dopo una inchiesta che ha visto anche perizie, sono finiti pochi bidoni – pare due o tre sugli 8mila stoccati a Caorso – che corrosi dal tempo avrebbero potuto mettere a rischio l’ambiente e le persone. Nei bidoni ci sono materiali per il raffreddamento che hanno una radioattività, anche se considerata bassa. L’indagine era partita nel novembre del 2012, dopo che la procura aveva ricevuto una relazione dell'Ispra (Istituto superiore per l'ambiente) che segnalava la corrosione di alcuni dei bidoni.

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In febbraio, la procura aveva ricevuto i risultati delle analisi commissionate all’Arpa e anche alla stessa Sogin, la società che sta smantellando Arturo. I risultati erano tutti negativi, avevano rilevato gli esperti, sia all’interno della centrale sia all’esterno. Nella presentazione del bilancio di Sogin, nel novembre del 2012, lo stesso amministratore delegato, Giuseppe Nucci, aveva tranquillizzato dicendo ai giornalisti che a Caorso non si è mai verificata alcuna contaminazione. Una posizione confermata anche da Davide Galli, direttore disattivazione centrali del Nord e dalla direttrice del sito piacentino, Romani.

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