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Il nuovo decreto Draghi: tutte le regioni in zona rossa e arancione fino al 30 aprile, ristoranti chiusi

Le norme sono destinate a sostituire quelle che scadono il 6 aprile. Il premier ha già fatto sapere che le misure dipenderanno da un'attenta analisi dell'andamento dei contagi. Spostamenti, ristoranti, scuole, regioni e colori: cosa cambia

Il nuovo decreto legge del governo Draghi con le misure anti covid dopo la Pasqua in zona rossa in tutta Italia è stato approvato oggi dal Consiglio dei ministri. Le nuove norme sono destinate a sostituire quelle che scadono il 6 aprile e quindi saranno in vigore da mercoledì 7 e fino al 30 aprile. Il provvedimento dell'esecutivo prolungherà gran parte delle restrizioni per un altro mese e scadrà a fine aprile o ai primi di maggio.

++ articolo aggiornato alle 20:17 ++

La prima conferma delle indiscrezioni riguarda la sospensione della zona gialla fino al 30 aprile. Tuttavia in casi di dati epidemiologici rassicuranti e al progredire delle vaccinazioni, il decreto prevede possibili deroghe. Al tempo stesso nelle regioni nelle quali l'incidenza cumulativa settimanale dei contagi è superiore a 250 casi ogni 100mila abitanti, scatterà il lockdown.

Niente visite a parenti e amici fino al 30 aprile nelle regioni in zona rossa. Superata la Pasqua, quando saranno concesse in deroga a due persone con minori under 14 al seguito, si torna a vietarle. Le visite, sempre una sola volta al giorno e sempre in non pià di due persone, saranno invece consentite in zona arancione, all'interno del Comune di residenza. 

Assicurata invece la scuola in presenza dall'infanzia e fino alla prima media. "La misura non potrà essere derogata da provvedimenti dei presidenti delle Regioni". Restano la Dad - in zona rossa - il secondo e terzo anno di frequenza della scuola secondaria di primo grado nonchè la scuola secondaria di secondo grado. Scuole medie invece aperte in zona arancione e Dad ridotta vino al 25% alle superiori.

Passa anche lo scudo penale per medici e infermieri, o chiunque altro somministri il vaccino anti Covid.

Sempre in tema vaccini passa l'obbligo vaccinale per gli operatori sanitari, salvo la possibilità - in caso di rifiuto - di essere sospesi o demansionati, fino ad arrivare alla sospensione dello stipendio se necessario. Vale per tutti coloro che esercitano professioni sanitarie in strutture pubbliche e private, ma anche farmacie, parafarmacie e studi professionali. "La vaccinazione costituisce requisito essenziale all'esercizio della professione e per lo svolgimento delle prestazioni lavorative rese dai soggetti obbligati".

Prevista una modalità semplificate - una sola prova scritta e una orale - per i concorsi pubblici che dal 3 maggio 2021 torneranno in presenza

Decreto Draghi oggi: le nuove misure anti covid dopo Pasqua

Il premier Draghi ha già fatto sapere che le misure dipenderanno da un'attenta analisi dell'andamento dei contagi. I numeri dicono che siamo ancora nel pieno della terza ondata: nel bolletino di ieri sono stati registrati 529 morti e 16.017 nuovi casi. Difficile prevedere un allentamento delle misure a stretto giro. Il governo sarebbe intenzionato a mantenere le regole attualmente in vigore ancora per il resto del mese di aprile: ciò significa che per il prossimo mese l'Italia resterà divisa in zona arancione e rossa e continuerà ad essere vietato spostarsi tra le regioni. Queste le principali novità (da confermare dopo il Consiglio dei ministri):

  • spostamenti tra regioni: da mercoledì 7 aprile, giorno di entrata in vigore del nuovo decreto legge, non si tornerà a spostarsi tra le regioni. La mobilità sarà consentita solo per motivi di salute, necessità e urgenza. Si potrà sempre invece raggiungere il proprio domicilio e la propria residenza;
  • colori delle regioni: tutta Italia in zona rossa e arancione fino a fine aprile. Niente zone gialle, ma possibili deroghe in base alla curva dei contagi;
  • ristoranti e bar: si prevede la chiusura in zona rossa e arancione, come è avvenuto finora, anche se questi esercizi commerciali potrebbero tornare aperti nelle regioni in cui il contagio scenderà al di sotto dei 100 casi settimanali ogni centomila abitanti;
  • scuola: dopo Pasqua si tornerà in presenza anche nelle regioni in zona rossa fino alla prima media, mentre in quelle arancioni saranno in classe gli alunni fino alla terza media e quelli delle superiori, ma in presenza al 50%;
  • attività commerciali: i centri commerciali rimarranno chiusi nel weekend nelle regioni in zona rossa e arancione;
  • palestre e piscine: l'apertura è rimandata a maggio mentre l'attività motoria sarà consentita soltanto in prossimità della propria abitazione, come avviene già ora.

Quali scuole riaprono anche in zona rossa

Scuole aperte anche in zona rossa fino alla prima media, dunque: è la principale novità del nuovo decreto legge con le misure anti covid che entreranno in vigore dopo Pasqua, da mercoledì 7 aprile. Ne aveva parlato Mario Draghi nei giorni scorsi e lo conferma oggi il ministro dell'Istruzione Patrizio Bianchi: "Si ricomincia dalla scuola che è non l'ultima ma la prima a riaprire. Questa l'idea che volevamo dare". Dal 7 al 30 aprile, anche in zona rossa, è assicurata la frequenza per la scuola dell'infanzia, la primaria e il primo anno delle medie, mentre restano chiuse seconda e terza media, oltre alle superiori. Contrariamente a quanto avvenuto finora, però, i presidenti di regione non potranno assumere misure più restrittive, chiudendo gli istituti.

E i ristoranti? Il nodo delle riaperture dei ristoranti a pranzo dopo Pasqua a partire dal 7 aprile, se i contagi dovessero diminuire, è ancora da sciogliere. Si starebbe discutendo su un meccanismo che da una certa data di aprile, probabilmente tra il 15 e il 20, potrebbe portare ad alcuni allentamenti, sempre che la situazione epidemiologica lo consenta. In quel caso, si valuterebbe la riapertura non solo di bar e ristoranti a pranzo, ma anche di cinema e teatri. 

Come abbiamo spiegato qui, la maggioranza di governo è spaccata su questo tema. Il centrodestra - con Lega e Forza Italia - e alcuni governatori locali premono per la ripartenza delle attività commerciali in sofferenza, ma all'interno del governo i ministri di Leu, Pd e M5s sono schierati per una linea di massima prudenza, senza "illudere" i cittadini con ipotesi che poi in concreto sarebbero i dati stessi del contagio a smontare. L'ala rigorista del governo è contraria all'allentamento delle restrizioni per tutto il mese di aprile, e la sensazione è che prevalga ancora una volta la linea dura del ministro della Salute Roberto Speranza. La nuova norma dovrebbe prevedere ancora la cancellazione della zona gialla per un mese.

La norma sui medici e infermieri no vax

Nella riunione di oggi arriverà anche la norma, attesissima, per evitare che operatori sanitari no vax infettino pazienti in corsia o più in generale nei luoghi di cura o anziani nelle Rsa. Non è ancora chiaro se si tratterà di un decreto ad hoc o se le norme in questione - a cui ha lavorato in primo luogo la ministra della Giustizia Marta Cartabia - troveranno posto nel decreto legge contenente le misure anti contagio. Probabilmente la norma non arriverà a prevedere il licenziamento per chi rifiuta il vaccino, ma potrebbe introdurre l'interdizione dalle mansioni o lo spostamento in aree o uffici per evitare il contatto diretto dei no vax con i pazienti, prevedendo anche sanzioni ad hoc per le strutture che non intervengono sui sanitari che non si sottopongono alla somministrazione del vaccino.

I viaggi all'estero

Sul tavolo c'è anche il nodo dei viaggi all'estero. Il ministro della Salute Roberto Speranza ha firmato un'ordinanza che dispone, per arrivi e rientri da Paesi dell'Unione europea, tampone in partenza, quarantena di 5 giorni al rientro e un ulteriore tampone alla fine dei 5 giorni per chi viaggia a Pasqua. I Paesi dove è possibile andare "senza necessità di motivazione" - quindi anche per viaggi di piacere - sono 30, tra cui Spagna, Belgio, Croazia, Portogallo, Grecia, Francia, Germania e Principato di Monaco. La possibilità di raggiungerli nelle festività pasquali, con gli spostamenti tra regioni che nel nostro Paese restano bloccati, ha scatenato nei giorni scorsi le proteste degli operatori del turismo italiani.

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