Offrì protezione a Bafti, 21enne albanese di nuovo in carcere per spaccio di cocaina

Il 12 maggio era stato arrestato, insieme al padre, per favoreggiamento nei confronti di Bafti (nell'abitazione i carabinieri trovano l'auto del latitante e una pistola), il 13 giugno è finito di nuovo dietro le sbarre per spaccio: in casa 32 grammi di cocaina pronta da spacciare

La droga e il bilancino

Il 12 maggio un 21enne albanese era stato arrestato, insieme al padre per favoreggiamento nei confronti di Bafti (il 25enne albanese che la sera di Pasqua ha gambizzato un 18enne marocchino al bar Cin Cin di Alseno ndr), ricettazione e detenzione abusiva di armi. Dopo l'interrogatorio di garanzia era stato rilasciato, e nella all'alba del 13 giugno è stato di nuovo arrestato per detenzione di droga ai fini di spaccio. I carabinieri dell'aliquota operativa del Norm di Fiorenzuola, titolari delle indagini coordinate dal sostituto procuratore Matteo Centini, con un'unità cinofila dei carabinieri di Bologna, si sono presentati nell'abitazione in via Garilli dove abita con la madre, la sorella e il padre (ancora in carcere). Il cane antidroga ha scovato sul balcone all'interno di alcuni contenitori 32 grammi di cocaina: 18 dosi di mezzo grammo ciascuna, e 23 grammi in "sasso" e un bilancino di precisione. I carabinieri sospettavano da tempo che oltre a detenere armi, il giovane spacciasse. E ci avevano visto giusto. E' stato condotto alle Novate in attesa dell'interrogatori di garanzia. 

La famiglia albanese era finita nel mirino degli investigatori dopo la fuga di Bafti. Il 9 maggio i carabinieri avevano fatto un blitz nella loro abitazione in via Garilli a Piacenza e avevano trovato ben nascosta nell’abitacolo dell’auto di famiglia (sottoposta a fermo amministrativo e parcheggiata in un garage) una pistola modello 98f calibro 9 e una carabina ad aria compressa con un’ottica di precisione. I Ris di Parma avevano poi confermato che il munizionamento corrispondeva con il bossolo della sera di Pasqua, non solo, l’arma, nuova e in ottime condizioni che sul mercato clandestino potrebbe valere anche più di 2mila euro, è stata rubata nel dicembre del 2016 ad Alseno, paese dove abitava Bafti con la fidanzata, sua connazionale che l'ha lasciato tre giorni dopo il fatto di sangue la sera di Pasqua. Nella pistola sono stati trovati 11 bossoli su 15 totali: due sono stati sparati la sera di Pasqua, ma potrebbe essere stata utilizzata in altri episodi, visti i proiettili mancanti. 

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Verosimilmente il 25enne subito dopo aver sparato al marocchino ad Alseno è scappato a bordo della Golf nell’abitazione degli amici in via Garilli, e solo dopo, probabilmente il giorno successivo, si sarebbe rifugiato in un appartamento popolare di Carpaneto dove i carabinieri lo hanno mancato per un paio d’ore, trovando però un uomo albanese proveniente dallo stesso paese d’origine del Bafti. La famiglia di connazionali lo avrebbe quindi aiutato nascondendogli l’arma e la vettura. Il padre 51enne è pregiudicato per spaccio, il figlio era già stato espulso dall’Italia, ma non aveva mai lasciato il nostro territorio. Entrambi avevano ammesso di averlo protetto. 

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