Lunedì, 21 Giugno 2021
Cronaca

Uccisa in casa dal marito, al via il processo. Famiglia e Telefono Rosa Piacenza si costituiscono parte civile

Delitto di Borgonovo, davanti alla corte di Assise il marocchino reo confesso dell'assassinio di Damia El Essali avvenuto l'8 maggio del 2019. L'avvocato Andrea Perini (difesa) presenta un'articolata istanza di legittimità costituzionale contro l'applicazione dell'ergastolo, poi rigettata dal presidente della corte

La corte di Assise riunita per il processo

E' iniziato la mattina di lunedì 10 maggio il processo che vede imputato il marocchino Abdelkrim Foukahi accusato dell'omicidio della moglie Damia El Essali avvenuto a Borgonovo l'8 maggio del 2019: la donna morì sgozzata nell'abitazione della coppia e l'uomo venne arrestato poco dopo dai carabinieri. Da allora si trova in carcere alle Novate.

Andrea PeriniIl processo davanti alla corte di Assise presieduta dal giudice Ginandrea Bussi, a latere il giudice Sonia Caravelli, si è aperto con una eccezione di legittimità costituzionale presentata dall'avvocato Andrea Perini (in foto) che difende l'imputato, e che ha dettagliatamente argomentato davanti ai giudici popolari la sua richiesta. L'avvocato Perini, che già in sede di udienza preliminare aveva presentato un'istanza diretta alla Consulta (la Corte, nel novembre del 2020, aveva però ritenuto quel ricorso infondato escludendo quindi il rito abbreviato per il marocchino) questa volta ha sottolineato quella che, a suo giudizio, sarebbe stata una applicazione illegittima dell'ergastolo previsto dal legislatore come pena per l'omicidio di un coniuge, a fronte di altri reati altrettanto abbietti e con aggravanti simili, che vengono puniti - seppure con pene "importanti" (dai 24 ai 30 anni di reclusione) - meno severamente. Di parere diverso invece il pubblico ministero Emilio Pisante che si è opposto all'istanza. Dopo oltre un'ora di camera di consiglio, il presidente Bussi ha però rigettato la richiesta della difesa.

mara tutone avvocato-2Un altro momento fondamentale dell'udienza è stata la costituzione delle parti civili: oltre ai familiari della vittima, rappresentati dall'avvocato Wally Salvagnini, è stato ammesso anche il centro antiviolenza "La città delle donne Telefono rosa Piacenza" rappresentati dall'avvocato Mara Tutone (in foto): «Un atto dovuto - commenta a posteriori l'avvocato Tutone - posto che ci siamo costituiti parte civile per Elisa Pomarelli ed era giusto farlo anche per Damia. È il modo che l’associazione ha per far sentire la propria vicinanza a due famiglie che hanno perso una figlia, una sorella e, nel caso di Damia, anche una mamma».
Sono al momento tre le udienze dibattimentali che sono state già fissate (la prossima il 31 maggio) per ascoltare i testi e per la discussione finale. Davanti ai giudici saranno sentiti carabinieri, familiari della vittima e dell'imputato, colleghi di lavoro, il medico legale e anche lo stesso marocchino. Per completare l'insieme del quadro famigliare è stata prevista anche la visione di un filmato in cui la figlia più piccola della coppia venne ascoltata dagli inquirenti in un ambiente protetto.

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