Omicidio di Damia, la Consulta discuterà il ricorso di incostituzionalità

Impossibilità di applicare il rito abbreviato per i delitti che prevedono l’ergastolo. Udienza il 18 novembre. L’avvocato Perini ricorda la tenacia del collega Burgazzi (con cui difendeva il marito marocchino che sgozzò la moglie). La decisione riguarderà anche la posizione Maila Conti, attualmente processata per omicidio volontario

La vittima

Saranno discusse il 18 novembre dalla Corte costituzionale i rilievi presentati da alcuni avvocati, tra cui due piacentini, sull’incostituzionalità della legge 33 del 2019, la quale prevede che non si applichi il giudizio abbreviato ai delitti puniti con la pena dell’ergastolo. A sollevare la questione furono gli avvocati Massimo Burgazzi (poi deceduto a causa del Covid) e il collega Andrea Perini in relazione all’omicidio di Damia el Assali, la donna marocchina sgozzata dal marito l’8 maggio 2019 a Borgonovo. Alla richiesta del difensore, si era associato anche il pm Emilio Pisante. «Massimo - ha affermato Perini - ci ha sempre creduto e anche quando era ricoverato in ospedale mi scriveva per discutere del nostro ricorso. L’idea ci era venuta proprio studiando la difesa per questo omicidio volontario e Massimo si era appassionato».

Secondo Perini e Burgazzi, negare il rito alternativo per quel delitto significa violare il principio della presunzione di innocenza e tre articoli della Costituzione: il 3 (uguaglianza davanti alla legge), il 27 (disparità di trattamento) e il 111 (giusto processo).

Nell’udienza, si è costituita anche l’avvocatura dello Stato, che rappresenterà la presidenza del Consiglio. Sedici i giudici che dovranno decidere sui ricorsi, davanti al presidente Mario Morelli. Il relatore sarà Francesco Viganò, ordinario di Diritto penale alla università Bocconi. Perini ha già presentato due memorie: una per la costituzione della causa e una per la presidenza del Consiglio. La Corte costituzionale dovrà valutare la legittimità della legge del 12 aprile 2019, varata dal precedente Governo. Se i giudici riterranno incostituzionale la legge, il risultato potrebbe avere ripercussioni politiche e sconfessare una norma voluta anche dall’attuale premier, Giuseppe Conte.

Oltre al caso piacentino - in realtà la decisione della Consulta è attesa anche da un’altra piacentina, Maila Conti, la donna accusata di aver ucciso il compagno con una coltellata e che viene ora processata in Corte di assise a Ravenna - ci sono altri due ricorsi, sempre per casi di omicidio: uno della Corte di assise di Napoli e uno dal giudice per l’udienza preliminare di La Spezia. Per Maila Conti, il ricorso venne presentato dai suoi difensori, gli avvocati Wally Salvagnini e Carlo Benini, nell’udienza dell’11 settembre.

Il giudice per le indagini preliminari, Luca Milani, il 16 luglio aveva accolto il ricorso - emettendo l’ordinanza che rimetteva il caso alla Consulta - presentato da Burgazzi e Perini, difensori di Abdelkrim Foukahi, 42 anni, il marocchino accusato di omicidio volontario, per aver accoltellato alla gola la moglie 45enne. L’uomo, poi, fuggì in auto con due figli piccoli di 3 e 6 anni (una terza ha 23 anni e vive in Marocco) ma venne catturato la sera stessa in un autogrill dell’autostrada A4. 

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