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Cronaca Fiorenzuola d'Arda / Via Illica Luigi

Omicidio di Fiorenzuola, disposte perizie tecniche sulla caduta e sul Dna

Morte di Daniela Puddu. Intanto, la Cassazione conferma la condanna a Rizzotto, l'uomo in carcere accusato del delitto, per aver colpito un uomo dopo una lite stradale

Nuova perizia nell’indagine sull’omicidio della 37enne Daniela Puddu morta dopo essere precipitata dal balcone a Fiorenzuola, lo scorso 11 luglio. Accusato di omicidio volontario, e tuttora in carcere, è Dario Rizzotto, 35 anni, originario del Trapanese, che conviveva con la donna, di origine sarda. La donna ha lasciato due bambini. La tragedia è avvenuta al culmine di una lite, ma i contorni non sono chiari e le indagini dei carabinieri e della procura continuano.

La procura ha disposto una consulenza tecnica sulla caduta e nuovi accertamenti sul Dna. Il pm Roberto Fontana, per il primo esame relativo alla cinematica, ha incaricato Antonio Osculati, ingegnere dell’università di Varese. Alla perizia parteciperà anche il medico che ha svolto l’autopsia sulla giovane vittima, Rosanna Pulerà, e un perito nominato dalla difesa, rappresentata dall’avvocato Piero Spalla. Il magistrato chiede ai tecnici di conoscere la dinamica del fatto e se dalla posizione del corpo sia possibile capire se la donna possa essere caduta da sola o se siano intervenuti elementi esterni. Insomma, se qualcuno l’abbia spinta.

Per il Dna, invece, il pm chiede di accertare se, sul corpo di Puddu, esistano tracce biologiche, in particolare sotto le unghie, compatibili con il Dna di Rizzotto. L’incarico è stato dato a Carlo Previderè, della cattedra di Genetica forense dell’università di Pavia. L’avvocato Spalla, invece, ha nominato come proprio consulente il medico Massimo Pagliara.

Intanto, su Rizzotto piove un’altra tegola. La Cassazione, infatti, lo ha condannato definitivamente a due anni (nel 2009 era stato condannato a tre anni) per le lesioni provocate a un uomo nell’ottobre del 2006, a Piacenza. Rizzotto aveva colpito con un violento pugno al volto l’uomo dopo un banale diverbio per la viabilità. Nel dicembre dello stesso anno, l’uomo colpito accusò un malore e venne ricoverato di nuovo. Gli venne scoperto un ematoma alla testa e dovette essere operato.

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