Massimo scrive di una busta misteriosa: un affare li avrebbe potuti dividere e lui l'ha uccisa?

Tutta la vicenda di Elisa e Massimo e quella frase che avrebbe portato l'uomo, ossessionato da lei, a strozzarla nel pollaio: «Se va in porto quella cosa non c’è nemmeno più la necessità di vederci così spesso per fare questi lavoretti». Oggi l'interrogatorio di Perazzi accusato di favoreggiamento

Elisa in auto con Massimo domenica 25 agosto mentre stanno andando a pranzo a Ciriano

auto sebastiani omicidio pomarelli-2LA DOMENICA POMERIGGIO - Dopo l’assassinio Massimo usa due cellulari: quello di Elisa e il suo. Con quello della donna fa partire una videochiamata alle 14.34, forse per errore, a un’amica. Elisa non l’avrebbe mai fatta perché non le ama né le utilizza come non farebbe uso di messaggi audio dicono le amiche. Con il suo manda, con Elisa già cadavere, due messaggi alla 28enne. Alle 16.48 scrive che i listoni per la casetta li ha trovati "Tsty (sta per Taty, appellativo con il quale la chiamava e l’aveva memorizzata nella rubrica ndr) be scusa se mi sin arrabbiato ma mettiti nei miei panni dai fatti sentire” (le assi di legno Elisa le aveva però viste eccome: i video delle telecamere avevano ripreso l’Honda Civic con il baule leggermente aperto dal quale uscivano i pezzi di legno: in quel momento entrambi erano a bordo ndr). Alle 18.37 l’ultimo messaggio, questa volta audio: “Taty va beh rispondi quando riesci”.  Il tabulato del traffico dati del cellulare della giovane smette definitivamente di tracciare il telefono come se fosse spento già alle ore 16.34 (quando forse Massimo lo ha gettato via nei campi?).

Le telecamere della LM Mortari hanno catturato Massimo alle 16.42-43 mentre esce ed entra dal pollaio, in quell’arco temporale fino pollaio elisa massimo omicidio pomarelli-2alle 17.18 chatta con l’amica con la quale poi andrà a cena. La donna sapeva di Elisa e dell’ossessione di lui. Davanti ad una pizza a Vigostano di Castellarquato Massimo non ha parlato della giovane, però dice di non averla vista quella domenica. Era tranquillo, sereno, mentre molto più agitato appariva con il benzinaio poco dopo le14 quando gli dice “Volevo andare a fare un giro in campagna con la mia ragazza ma lei non voleva venire”.  Prima di andare a cena, l’uomo si è recato dalla donna, e ha fatto una doccia per poi dormire per circa 15 minuti. Tra i due non c’è nessuna relazione, e lei era totalmente ignara di quanto l’operaio aveva fatto nel pomeriggio. Nei giorni precedenti si era confidato con lei dicendole di volersi togliere la vita perché sentiva troppo forte il peso del fallimento amoroso. I messaggi inviati ad Elisa– si legge negli atti – si presentano come un deliberato atto posto in essere con l’evidente fine di depistare e assicurarsi una copertura. Nel messaggio trapela anche che l’uomo cerca di dissimulare i fatti facendo apparire che tra i due c’era stato un litigio, all’esito del quale lei si era allontanata (stessa versione che si legge nella lettera che Massimo ha scritto e infilato nella cassetta delle lettere dell’amico Silvio Perazzi a Costa Cerini (arrestato per favoreggiamento).

Alle 18.53 Massimo parla con il vicino di casa, entrambi rimangono nelle rispettive proprietà, alle 18.57 chiama il cellulare di Ris casa Massimo Sebastiani-2Elisa mentre due minuti dopo l’auto di Massimo viene catturata lungo la provinciale 6 mentre va verso Ciriano, alle 19.30 si vede mentre torna indietro, ossia verso Carpaneto. Ed è in questi video che l’auto presenta due dettagli che prima non c’erano. Nel primo passaggio (18.57) nella parte posteriore il paraurti posteriore presenta una riga evidente poco a destra rispetto all’asse mediano con un andamento dall’alto verso il basso, da destra a sinistra. Nel secondo passaggio (19.30) si vede il distacco di una parte della minigonna in plastica sotto la carrozzeria nella parte sinistra. Entrambe le modificazioni devono per forza essere avvenute dopo le 14.55 quando l’auto viene rilevata verso Gropparello. Forse la vettura si è danneggiata quando stava portando Elisa nel bosco? In questo arco temporale (18.57-19.30)  è andato alla pizzeria Bellaria dove ha incontrato Perazzi, poi dopo qualche minuto se n’era andato. Poi è infine andato dall’amica e poi con lei a cena. Alle 21.20 Massimo la saluta perché deve andare – così dice – a mettere le galline nel pollaio, dovevano comunque vedersi in piazza per bere qualcosa ma Massimo non torna più indietro. Alle 22.42 anche il suo cellulare cessa la propria attività. Il 45enne ricompare a mezzanotte a piedi e zaino in spalla sulla provinciale 10: lo vede una conoscente che gli sfanala per salutarlo, alle 23.47 viene ripreso da una telecamera di sorveglianza a Sariano: sta tornando da Elisa.

casa silvio perazzi-2LA LATITANZA  E LA VEGLIA SUL CORPO DI ELISA – A mezzanotte cammina sul ciglio della strada. Nello zaino ha delle monete, un paio di pantaloni, forse una maglietta e un paio di scarpe pulite. Raggiunge Elisa: è ancora lì dove l’ha adagiata, d’altronde chi poteva mai trovarla? La prima notte la passa in un capanno, la seconda dorme accanto al suo corpo e le tiene la mano, la terza e la quarta pare averla trascorsa in mezzo a del fango in un campo, la quinta dorme in un bosco, mentre la sesta la passerebbe a casa di Silvio Perrazzi, padre della sua ex e amico. Si sarebbe introdotto nella sua abitazione quando l’amico non lo avrebbe potuto vedere.

Così sosterrebbe la difesa. S’intrufola nella mansarda per uscire di giorno da una finestra che affaccia su un’area boschiva: ornella chicca-3per scendere deve saltare da almeno tre metri per poi arrampicarsi per poter rientrare. Di giorno va da Elisa, in un’occasione le porta anche dell’acqua. Martedì 3 settembre scrive una lunga lettera che lascia sulla cassetta della posta: Silvio la trova, la legge e chiama i carabinieri che quindi stringono il cerchio attorno a quell’area: hanno capito che Massimo vaga lì intorno. Poi il 6 settembre forse realizza che non c’è più nulla da fare, la prende e la seppellisce poi, il 7 settembre stremato dalla fame si presenta davanti a casa di Perazzi a Costa Cerini che gli urla di andare via e chiama i carabinieri. Poi l’arresto di entrambi. E proprio sul ruolo svolto dal 68enne (difeso dall’avvocato Paolo Fiori) sono ancora in corso degli accertamenti. Agli investigatori non tornerebbero alcuni orari e alcune dichiarazioni di Silvio durante i lunghi giorni della fuga quando in quelle valli centinaia di persone erano alla ricerca dei due amici. I carabinieri sono convinti che potrebbe aver aiutato l'amico e che sapeva che aveva trovato rifugio in mansarda. Sarà sottoposto all’interrogatorio di garanzia l’11 settembre nel carcere delle Novate. Lì avrà modo di fornire la propria versione dei fatti. 

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