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Cronaca Rivergaro

Operaio ucciso, sulla scena del crimine arriva Bruzzone. L'avvocato D'Andrea: «Confessione di Carella inattendibile»

Il 5 dicembre il sopralluogo nell'appartamento dove è stato ucciso il 56enne di Deliceto Paolo Troccola per il quale è in carcere con l'accusa di omicidio il coinquilino 21enne Emanuele Carella. Una terza persona è indagata per favoreggiamento

Il prossimo 5 dicembre nell'appartamento di Niviano di Rivergaro dove la sera del 9 novembre fu assassinato il 56enne di Deliceto Paolo Troccola, verrà effettuato un sopralluogo alla presenza della criminologa Roberta Bruzzone e del medico-legale Francesca Ambrosetti, nominati dall'avvocato Maurizio D'Andrea, difensore del 21enne ristretto nel carcere di Novate con l'accusa di omicidio. "Cercheremo di capire come possano essere andate le cose". 

Non è da escludersi che a commettere il delitto, presumibilmente compiuto al termine di una lite, possa non essere stato Emanuele Carella o che comunque l'operaio di Foggia non abbia agito da solo o abbia potuto commettere il crimine su ordine di qualcun altro. "Ci sono delle situazioni che andranno valutate" fa sapere il suo avvocato a Foggiatoday. 

Nell'appartamento in cui si è consumato l'assassinio vivevano tre operai della provincia di Foggia, tutti dipendenti di una ditta che si occupa di manutenzione della strade: ovvero Emanuele Carella, la vittima e una terza persona indagata per favoreggiamento. Ciascuno aveva la propria stanza da letto. 

Nel corso dell'interrogatorio di convalida del fermo di pg davanti al Gip del Tribunale di Piacenza e al sostituto procuratore Matteo Cantini, che si è tenuto lunedì 13 novembre in carcere, pur avvalendosi della facoltà di non rispondere, Carella aveva confessato di aver commesso il fatto. 

Tuttavia, l'avv. Maurizio D'Andrea ha informato il procuratore che il suo assistito gli avrebbe dato ben sei versioni di come sarebbero andate le cose quella sera, evidenziando il sospetto che il 21enne non abbia ancora raccontato con esattezza la dinamica dell'uccisione di Paolo Troccola, ferito da una serie di coltellate, di cui una al volto e un'altra alla carotide, o comunque che il suo assistito possa avere uno squilibrio, oltre ad un'elevata sensibilità. "La versione durante la confessione è inattendibile, non possono essere andati così i fatti come li ha raccontati" dice il legale difensore del principale indagato.

Con lo stesso coltello a serramanico utilizzato per ferire a morte il 56enne negli istanti successivi all'omicidio, il ventunenne foggiano sarebbe sceso in strada e avrebbe forato almeno una ruota dell'auto della vittima, morta dissanguata (secondo quanto sarebbe emerso dall'autopsia).

Inizialmente Carella avrebbe tentato di far credere che il collega fosse deceduto per le conseguenze dell'impatto con una porta vetrata, trovata completamente in frantumi; ma addosso a Troccola non sono stati trovati frammenti di vetro. Come anche, sempre il ventunenne, avrebbe sostenuto di aver inferto solo tre-quattro colpi con un coltellino (sono circa 25 quelli riscontrati sul corpo della vittima). 

Quella sera, dopo aver forato la gomma dell'auto di Troccola ha lanciato l'arma del delitto in un giardino (ritrovata dai carabinieri), una volta rientrato in casa, Carella avrebbe visto il terzo inquilino fumare un sigaro sul suo letto, come se non si fosse accorto dell'accaduto.

A quel punto, Emanuele Carella ha chiamato il 118 dal telefono cellulare del coinquilino indagato, che secondo la ricostruzione fornita dal ragazzo durante la confessione, avrebbe spostato il cadavere di Paolo Troccola (dettaglio riscontrato durante i rilievi). 

"Fermo restando la possibilità evidente che possa essere stato Carella, non c'è assolutamente certezza che sia stato lui, che sia stato lui da solo o che abbia eseguito degli ordini" le parole dell'avv. Maurizio D'Andrea. "Durante il colloquio con lui Carella mi ha dato sei versioni differenti".

Intanto, mentre proseguono le indagini della Procura di Piacenza, il legale difensore del principale indagato ritiene che nel corso del sopralluogo sulla scena del crimine in programma il 5 dicembre, potrebbero emergere delle novità rilevanti. 

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