Omicidio Politi, eccezione di incostituzionalità al processo

La Corte di assise di Ravenna respinge la rilevanza e fissa altre udienze. Ma il caso finirà alla Consulta. Imputata di omicidio volontario è Maila Conti. Le tre figlie dell’uomo si costituiscono parte civile

Maila Conti, nel pezzo il suo avvocato Wally Salvagnini

E’ cominciato con un colpo di scena il processo a Maila Conti, la donna di Travo accusata di omicidio volontario aggravato nei confronti del convivente, Leonardo Politi. Il 61enne venne raggiunto da una coltellata, al culmine di una lite, all’interno della piadineria che la coppia gestiva a Lido Adriano (Ravenna). L’11 settembre, davanti alla Corte di assise di Ravenna, il difensore della donna, l’avvocato Wally Salvagnini - che assiste Conti insieme con il collega Carlo Benini del Foro di Ravenna - ha chiesto di rinviare l’ascolto dei propri testi fino a che la Corte costituzionale non avrà deciso sull’eccezione presentata alla legge 33 del 2019. La norma prevede l’inapplicabilità del giudizio abbreviato ai delitti puniti con la pena dell’ergastolo. Maila Conti non ha potuto chiedere il rito alternativo - che prevede lo sconto di pena di un terzo - in virtù di quella legge. L’avvocato allora - come già avvenuto per l’imputato del delitto della moglie Damia el Assali (sgozzata a Borgonovo lo scorso anno) - ha presentato ricorso alla Consulta.

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salvagnini wally-2Il presidente dell’Assise, il giudice Cecilia Calandra (a latere Antonella Guidomei) ha respinto la rilevanza dell’eccezione, in questa fase, e ha fatto proseguire il processo. Nelle prossime due udienze, saranno ascoltati alcuni testimoni e i consulenti. Una terza udienza, anche nell’attesa della decisione della Corte costizionale, è stata fissata in gennaio. Al processo si sono costituite parti civili le tre figlie di Politi, difese dall’avvocato Luigi Salice (in aula c’era Romina Cattivelli). Nella prima udienza, è stato sentito il maresciallo dei carabinieri intervenuto subito dopo l’omicidio. La morte di Politi aveva suscita scalpore nell’intera provincia. Conti, 51 anni, originaria del Milanese era molto conosciuta, anche perché era stata nel corpo della Polizia Locale in Valnure e con il compagno aveva gestito una casa di accoglienza per richiedenti asilo in Valtrebbia. E proprio a Travo la coppia viveva da anni e la loro era una relazione spesso burrascosa. Quella sera, secondo gli inquirenti, l’uomo dopo aver ricevuto il colpo all’addome si era trascinato fuori dal locale - mentre Conti avvertiva i soccorsi - ed era stato raggiunto dal personale del 118 e dai carabinieri. Purtroppo, l’uomo aveva perso la vita durante il trasporto in ospedale. La donna ha sempre sostenuto di essersi difesa dopo essere stata aggredita dal compagno.

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