Operaio travolto dal Tir alla Gls, i famigliari ricorrono in appello

Ricorreranno in appello i famigliari dell’operaio egiziano Abd El Salam, 53 anni, morto sotto le ruote di un Tir davanti alla Gls logistica, durante un sit-in di protesta

Ricorreranno in appello i famigliari dell’operaio egiziano Abd El Salam, 53 anni, morto sotto le ruote di un Tir davanti alla Gls logistica, durante un sit-in di protesta il 14 settembre del 2016. Il conducente del camion, Alberto Pagliarini, 46 anni, imputato di omicidio stradale, era stato assolto dal giudice monocratico Gianandrea Bussi, pm Monica Bubba, l’8 luglio in tribunale a Piacenza. Il pm titolare Emilio Pisante aveva chiesto, invece, la condanna a 8 mesi di reclusione, mentre la difesa, con Romina Cattivelli e Guido Colella avevano chiesto l’assoluzione.

A costituirsi parte civile erano stati la madre e in 5 tra fratelli e sorelle (con l’avvocato Augusto Cornalba, del Foro di Lodi) oltre alla moglie e al figlio (assistite da Antonio Salerni, Foro di Roma). A costituirsi parte civile era stato anche il sindacato Usb, con l’avvocato Mario Angelelli, anch’egli di Roma (che difende anche altri due figli).

Le parti civili chiedono alla Corte di appello di valutare la responsabilità di Pagliarini, in relazione alla morte dell’operaio, e di rivedere il risarcimento, che il giudice non aveva quantificato anche perché l’autista è stato assolto. Ogni famigliare aveva chiesto 500mila euro. Secondo i difensori, il camionista sarebbe stato imprudente nell’uscire dal cancello della Gls e non si sarebbe nemmeno accorto della polizia che si sbracciava per fermarlo, perché davanti al Tir si era seduto l’operaio.

Per la difesa di Pagliarini, invece, l’autista non aveva colpe perché aveva rispettato tutte le norme, viaggiava a una velocità bassissima e non avrebbe potuto prevedere quella persona che si era sistemata proprio davanti al camion e che era impossibile da vedere.

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