Operaio travolto e ucciso alla Gls, il pm chiede la condanna del camionista

Omicidio stradale, per l’autista chiesti 8 mesi. Le difese: «Va assolto, non poteva prevedere l’incidente». Ma le parti civili: «Va condannato, non ha usato prudenza»

La scena della tragedia (Foto E.Gatti) - Nelle altre foto: il pm Emilio Pisante e gli avvocati Lo Curcio, Cattivelli, Costa,  Antonio Salerni, Mario Angelelli, Augusto Cornalba

L’accusa ha chiesto la condanna a 8 mesi, la difesa l’assoluzione. Le parti civili, invece, si sono associate al pubblico ministero e chiesto anche di subordinare la sospensione della pena al pagamento della provvisionale che stabilità il giudice. E’, in sintesi, l’ultimo atto del processo nei confronti di Alberto Pagliarini, accusato di omicidio stradale per aver provocato la morte dell’operaio egiziano Abd el Salam, deceduto il 14 settembre 2016 travolto da un tir in via Riva, all’uscita del magazzino della Gls. In aula, il 27 gennaio, hanno parlato il pm Emilio Pisante, le difese e le parti civili. Il giudice Gianandrea Bussi ha rinviato il processo in marzo, per eventuali repliche e la lettura della sentenza. Il pm Pisante ha ripercorso la tragica vicenda, citando le testimonianze e gli accertamenti tecnici. Ha ripercorso i momenti più drammatici, affermando che la zona era illuminata e che il camionista avrebbe dovuto usare maggiore prudenza. Pisante, però, al termine ha chiesto sì la condanna, ma ha chiesto anche le attenuanti sottolineando che esista una corresponsabilità della parte lesa, che si sarebbe posta davanti al Tir nell’intento di bloccarlo, un gesto di protesta a sostegno di un sit in di altri lavoratori dell’Usb che si trovava lì vicino.

Il pm Emilio Pisante-2Di diverso avviso, invece, i difensori, gli avvocati Romina Cattivelli e  Serena Costa (del Foro di Genova). Lo stesso pm, ha sostenuto Costa, ha parlato di un contesto anomalo: «Il camionista come poteva prevedere ciò che sarebbe accaduto?». Oltre alla manifestazione sindacale, ha continuato il legale, si è anche inserita fin da subito l’accusa a un dirigente Gls di aver aizzato il camionista a proseguire (per questa vicenda è in corso un processo per diffamazione che vede imputato un operaio della Gls). La situazione, come hanno detto i testimoni è normale, Pagliarini vede il sit in sul marciapiede. E questo, continua l’avvocato, è dimostrato dalle telecamere che riprendono una situazione calma. I testimoni, poi, sono contraddittori, inattendibili, e parlano del caos che, invece, ha generato delle suggestioni. «Pagliarini - ha scandito - non poteva prevedere ciò che sarebbe accaduto. Non c’è la prova». Alcuni hanno visto Abdel Salam sdraiato sotto al Tir, le luci erano basse ed era notte. Per Costa, Paglarini va assolto. La traccia è seguita anche dall’altro difensore, Cattivelli: «L’autista non poteva prevedere. Dopo il tragico fatto, si sono scatenati accuse che parlavano di omicidio e non di incidente». Poi la campagna mediatica, «dove il pm ha dovuto cercare l’imputazione mantenendo l’equilibrio tra la famiglia dell’operaio, il sindacato e Pagliarini». Il camionista - «esperto, mai un incidente in 20 anni, come ha detto lui stesso in aula al giudice» - va assolto: si sono sentite cose diverse da ognuno dei 20 testimoni. E poi, ha sottolineato l’avvocato, Abdel Salam ha deciso deliberatamente di sedersi davanti al camion. Alcune parti civili hanno chiesto di subordinare la concessione della pena al pagamento della provvisionale, «ma per Pagliarini sarebbe una catastrofe» ha detto Cattivelli chiedendo l’assoluzione.

avvocati Lo Curcio, Cattivelli, Costa-2La stessa linea della non prevedibilità dell’incidente l’ha sostenuta anche il responsabile civile (l’assicurazione) con l’avvocato Francesco Lo Curcio. L’autista, ha affermato, è stato diligente e ha guardato a sinistra verso il sit in e i manifestanti erano sul marciapiede. Non ci sono prove che l’operaio avesse battuto con le mani sul frontale del Tir, anzi: la polizia dice di averlo visto a terra che sferrava calci al mezsalerni arturo mario angelelli avvocati famiglia operaio morto-2zo pesante che avanzava a bassissima velocità. Per le parti civili, l’autista è stato imprudente. Tre gli avvocati schierati: Antonio Salerni assiste la moglie dell’operaio egiziano e un figlio oltre all’Usb, l’avvocato Mario Angelelli altri due figli, mentre Augusto Cornalba difende la madre e 5 tra fratelli e sorelle. Cornalba ha ricordato come il cronotachigrafo abbia registrato un velocità di 10 km/ora per una decina di secondi, segno che il mezzo non si è fermato subito. Inoltre, a rendere precaria la visuale dal posto di guida c’erano delle scritte adesive situate sotto il parabrezza. Il camionista non poteva vedere, tanto che non si è accorto nemmeno dei poliziotti che si sbracciavano e gli urlavano di fermarsi. L’operaio, inoltre, era a una decina di metri e non sotto. Salerni insiste: la strada era molto stretta, la gente al sit in è molto vicina come le auto della polizia e l’illuminazione è sufficiente. La situazione richiede prudenza, evidenzia Salerni. L’autista prima guarda a sinistra e poi a destra, dove intendeva svoltare. Prima era sceso dal camion, aveva girato intorno al mezzo e aveva visto che c’era una situazione anomale. Poi, però, non vede i poliziotti che agitano le braccia  e gridano e non sente i colpi che l’operaio ha dato al camion. Il Tir era in movimento quando ha investito Abdel Salam.

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