Operazione antidroga Mike, altre nove condanne

Operazione dei carabinieri di Rivergaro, nel febbraio scorso stroncato un traffico di droga gestito da egiziani, marocchini e pusher del Gambia

Il pm Emilio Pisante e il comandante dei carabinieri di Rivergaro Roberto Guasco con i suoi uomini

Gli ultimi 9 spacciatori arrestati nell’operazione Mike sono stati condannati dal giudice per l’udienza preliminare, Fiammetta Modica, come chiesto dal pm Emilio Pisante. Uno solo ha patteggiato, mentre gli altri hanno scelto il rito abbreviato. Le pene vanno da 2 anni e 8 mesi a 3 anni e 4 mesi. Diversi imputati sono tuttora in carcere. L’accusa per tutti è detenzione di stupefacenti ai fini di spaccio. In precedenza, altri pusher aveva scelto riti alternativi.

L’operazione dei carabinieri di Rivergaro scattò alla fine di febbraio di quest’anno. Le misure cautelari hanno riguardato 24 persone, tra cui 12 custodie cautelari in carcere, 1 agli arresti domiciliari, nonché 4 divieti di dimora. L’indagine diede un colpo a un grosso giro di spaccio di droga condotto per lo più da immigrati. Due gang gestivano il traffico di cocaina a Piacenza: una di egiziani e marocchini e una di gambiani. Nel giro operavano poi un paio di albanesi e due italiani. Il business rendeva migliaia e miglia di euro: i piacentini si drogavano, gli spacciatori si arricchivano. Uno dei gambiani si era anche reso protagonista di un’aggressione ai carabinieri. L’africano, infatti, nel maggio del 2019 sfuggì a un controllo dopo aver tirato una bicicletta a un carabiniere e aver rotto una costola a un altro durante la colluttazione. La sua fuga è durata fino a febbraio quando è stato ammanettato e condotto in carcere. L’indagine era nata da una costola di un precedente intervento, sempre dei carabinieri, nella zona della stazione, l'operazione Giardini. Gli investigatori dell’Arma avevano messo al tappeto un’organizzazione, sempre di nordafricani, che acquistava a Milano hascisc, cocaina e marijuana, la trasportava in città in treno ila rivendeva.

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