Operazione Myocastor, pesanti condanne per le "nutrie dello spaccio"

I numeri della complessa indagine dei carabinieri di Fiorenzuola. I militari hanno sgominato una potente rete criminale

Tredici patteggiamenti con pene da 3 a 5 anni, sei riti abbreviati con pene dai due ai sei anni (uno dei capi è stato condannato a 9 anni e 4 mesi), una pena sospesa, sei persone a giudizio, di cui una latitante. Questi i numeri della conclusione del processo derivato dalla complessa indagine dei carabinieri di Fiorenzuola che sotto la guida del maggiore Emanuele Leuzzi, hanno sgominato una potente rete criminale che reclutava clandestini per poi farli spacciare nei campi della Bassa, eroina, hascisc e cocaina.  Gli imputati, tutti accusati di detenzione di droga ai fini di spaccio, sono comparsi davanti al gup Stefania Di Rienzo nei giorni scorsi. Tutti restano in carcere tranne uno. 

L'indagine dei carabinieri del Norm di Fiorenzuola, coordinata dal sostituto procuratore Emilio Pisante, scattò alla fine di dicembre del 2016 e rase al suolo una fitta rete di venditori di morte magrebini provenienti per lo più dall'hinterland milanese. Con una spettacolare operazione, con tecniche militari, i carabinieri che si erano appostati nei campi della Bassa, arrestarono gli spacciatori. I malviventi avevano attrezzato tra i campi un fiorente mercato in cui si recavano numerosi acquirenti, emiliani e lombardi. L'operazione venne chiamata Myocastor (nome latino scientifico per nutria) portò all'arresto di chi coordinava i gruppi di spaccio e dei suoi collaboratori tutti marocchini clandestini. Tra gli arrestati c'era anche il 41enne marocchino Annaou Bouazza, ricercato poiché doveva scontare anche una pena di 5 anni e mezzo per alcuni reati commessi in provincia di Rimini negli anni 2003-2007. Lui gestiva gli spacciatori, forniva loro cibo, alloggio, assistenza legale e inviava loro soldi e effetti personali in carcere tramite alcune persone di fiducia. Centinaia i clienti, tra i quali almeno dieci minorenni già dipendenti da coca ed eroina. Bouazza reclutava la manovalanza criminale per lo spaccio facendola giungere, in modo clandestino, dal Marocco. Lo spaccio avveniva tra i campi di mais e i tanti clienti si recavano lì per comprare la droga e ingrassare gli spacciatori.

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