Prostituzione, sfruttavano anche una 16enne: 4 rom patteggiano

Quattro romeni, di etnia rom, tutti accusati di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione, hanno patteggiato questa mattina, mercoledì 20 giugno, davanti al giudice per l'udienza preliminare Giuseppe Bersani

L'arrivo degli arrestati in questura

Botte, bastonate, ma anche il fascino del “vero uomo”. Erano gli ingredienti utilizzati da una banda di romeni per far prostituire alcune ragazze, tra cui minorenni. Quattro romeni, di etnia rom, tutti accusati di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione, hanno patteggiato questa mattina, mercoledì 20 giugno, davanti al giudice per l’udienza preliminare Giuseppe Bersani, dopo il parare positivo del pubblico ministero Antonio Colonna. Tre vennero arrestati e uno denunciato al termine di un operazione condotta dalla Squadra mobile e dalla Polizia Municipale.

La pena più pesante è stata stabilita per l’uomo ritenuto il responsabile del giro di sfruttamento, un 31enne conosciuto con il nome di Venus – da qui il nome dell’operazione “Venere” – che grazie al suo fascino faceva innamorare di sé le giovani, anche minorenni, e poi le convinceva a vendersi per lui: 3 anni, 4 mesi e la concessione degli arresti domiciliari. Per il suo braccio destro, la cognata 21enne, il patteggiamento è stato di un anno e 10 mesi, con remissione in libertà.

Un giro ricco quello realizzato dal 31enne e che fruttava circa duemila euro al giorno. Il valore aggiunto era costituito da una 16enne, la giovane più richiesta dai tanti piacentini che telefonavano al 31enne per avere un incontro, il cui prezzo per una prestazione era di cento euro. Gli agenti avevano identificato 32 ragazze e 48 clienti, tutti fermati tra Gerbido, Mortizza, la Caorsana.

Naturalmente, il fiume di denaro finiva nelle tasche dello sfruttatore-adone e dei suoi complici. L’uomo, si è scoperto, in Romania si stava costruendo una casa con i proventi dello sfruttamento. Altri due uomini, legati allo stesso giro di prostituzione, difesi dall’avvocato Mauro Pontini, hanno patteggiato 2 anni e un mese (ai domiciliari) e un anno e sei mesi (in libertà). E non era solo l’amore a convincere le ragazze a “battere” il marciapiede.

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Una ventenne ha raccontato di essere stata segregata in una casa in Lombardia e di essere poi stata accompagnata lungo la Caorsana. Brutale la reazione degli aguzzini al minimo cenno di reazione della ventenne: botte e anche bastonate. La gang era stata smantellata lo scorso febbraio da un’operazione condotta dalla Squadra mobile e dalla Polizia municipale. Questa mattina, davanti al giudice si è concluso il processo ai quattro imputati. Molti i parenti degli imputati che, in Tribunale, hanno atteso la fine del processo.

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