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L'ingresso del nucleo antico dell'ospedale di Piacenza

L'ingresso del nucleo antico dell'ospedale di Piacenza

Ospedale, i dipendenti: «Chiediamo un posteggio sicuro, vicino e gratuito»

Su Facebook nasce un gruppo che in pochi giorni raduna oltre 1200 lavoratori della struttura sanitaria: «Non volgiamo entrare in contrasto con nessuno, ma proporre qualcosa e far conoscere il nostro disagio quotidiano»

La recente riorganizzazione della viabilità e dei parcheggi all’interno del nucleo antico dell’ospedale di Piacenza è al centro di una problematica sollevata da molti dipendenti della struttura sanitaria piacentina. Su Facebook è stato anche creato un gruppo che conta già oltre 1200 iscritti (il gruppo si chiama “Un parcheggio per i dipendenti dell'Ospedale di Piacenza”) che hanno intenzione di porre in campo ogni iniziativa per sensibilizzare i cittadini, i colleghi e soprattutto l’amministrazione ospedaliera e il comune di Piacenza sulla questione.

«Non vogliamo entrare in contrasto con nessuno, ma proporre qualcosa e far conoscere il nostro disagio quotidiano» precisa subito Paolo Sicchiero, medico ortopedico dell’ospedale, tra i principali promotori del gruppo. «E’ indubbio che vi fosse da anni l’esigenza di mettere ordine all’interno dell’ospedale, e abbiamo accolto con favore quanto operato dall’azienda per porre fine al parcheggio selvaggio all’interno del nucleo antico».

«Purtroppo - prosegue Sicchiero - si è sviluppata di conseguenza una situazione di emergenza per chi lavora in ospedale. Soprattuto per i turnisti che iniziano il servizio di pomeriggio o di notte, che arrivano con l’auto quando i parcheggi nella zona sono già tutti occupati, oppure escono dall’ospedale dopo le 22 e devono recarsi a riprendere l’auto lontano dall’ospedale, in una zona male illuminata e non sorvegliata come è quella vicino ai campi sportivi di Borgotrebbia. Pensiamo anche a chi lavora in reperibilità che deve venire di notte a lavorare. In quella zona è presente un’area di sosta, ma se pensiamo magari a un’infermiera che di sera, da sola, si deve recare a piedi fino all’auto, è evidente che non ci sono le condizioni di sicurezza, anche alla luce di aggressioni e incidenti già avvenuti in passato».

«Quello che dunque vogliamo si sappia - afferma Sicchiero - è che c’è bisogno di una soluzione definitiva e immediata, che non possiamo certo trovare noi, ma che deve invece essere concordata da altre istituzioni».

«Abbiamo bisogno di un’area sicura, vicina e gratuita per parcheggiare - spiega Marcello Cremona, medico del pronto soccorso di Piacenza, anche lui promotore del gruppo - La nostra attività non è solo ambulatoriale, ma anche di reperibilità. Inoltre alla fine di un turno non è detto che si vada a casa all’ora stabilita. Capita di fermarsi in ospedale per seguire un paziente grave, e di uscire la sera tardi. La zona di via Anguissola e di Borgotrebbia non è sicura a quell’ora, tantomeno per una donna. Purtroppo ci siamo trovati davanti a una scelta aziendale già presa senza che nessuno ci abbia chiesto un parere o senza essere stati anche soltanto avvertiti. In altri ospedali, anche non lontani da Piacenza, la situazione è ben diversa, con parcheggi sicuri e riservati ai dipendenti».

Cremona - che sottolinea come ci si trovi costretti a perdere anche mezz’ora per cercare un posto auto in zona, con il rischio di presentarsi in ritardo al lavoro - è scettico anche sul parcheggio di via 21 aprile, soprattutto dal punto di vista della sicurezza: «Qui si è già verificata l’aggressione ai danni di un’infermiera qualche tempo fa. Poi, oltre alla presenza di venditori ambulanti, è comunque a pagamento e quindi non in linea con ciò che prevedono i contratti collettivi nazionali. Tutto ciò, anche a fronte di una tariffa agevolata, non è comunque giusto nei confronti di chi deve parcheggiare l’auto per venire a lavorare tutti i giorni. Ci sono colleghi che hanno dovuto posteggiare sulle righe blu a pagamento, e si sono trovati la multa per aver ritardato a causa di un’urgenza che si è protratta oltre l’orario di lavoro o nel passaggio di consegne con il personale montante».

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