«Ospedale, tribunale, postale: manifestiamo perché a Piacenza c'è un problema sicurezza»

Manifestazione del sindacato di polizia Siap in alcuni luoghi simbolici della città

Il Siap durante la manifestazione davanti all'ospedale

«Caro Concittadino di Piacenza, sentirsi sicuri, essere rassicurati, è un insieme di cose tutte importanti. Sicurezza infatti significa: servizi di polizia dotati di leggi giuste, capaci di far assicurare alla giustizia i malfattori; servizi di polizia dotati di strumenti, mezzi tecnici, sedi efficienti ed accoglienti per la produzione; servizi di polizia coordinati da un unico vertice, da un’unica sala operativa e con un unico numero di emergenza – non ci importa sia 112 o 113; servizi di polizia non vessati da continui tagli lineari, da chiusure indiscriminate, prese su onde emotive o capricci e, quindi, senza alcun raziocinio».
E’ questo il contenuto del volantino informativo che la mattina dell’11 novembre il sindacato di polizia Siap di Piacenza ha distribuito per strada davanti a tre luoghi simbolici: il tribunale, la prefettura, la sede della Polizia Postale e l’ospedale. Una manifestazione che il segretario provinciale Sandro Chiaravalloti aveva annunciato proprio per focalizzare l’attenzione della gente su alcune problematiche che stanno attanagliando la città.

«Se da una parte, complice anche un periodo di crisi, la criminalità si evolve e si rende sempre più aggressiva e nociva per il cittadino - si legge nel documento -  dall’altra parte lo Stato ha smesso di investire nelle Riforme della Pubblica Sicurezza».

«Manifestiamo oggi davanti al Tribunale di Piacenza per sensibilizzare  e solidarizzare anche gli addetti al lavoro, anche loro in crisi , che occorre un nuovo codice penale e che le leggi attuali non consentono agli operatori di Polizia di lavorare in sicurezza e protetti da aggressioni violente  soprattutto di persone provenienti da altri paesi e con altri culture».

«Manifestiamo davanti all’ufficio Postale perché la possibile e sempre più concreta  chiusura della Polizia Postale è controproducente in una società che svolge anche con i suoi soggetti più vulnerabili (donne e minori) le sue relazioni sociali, lavorative, economiche sempre con maggiore intensità nel mondo virtuale».

«Manifestiamo davanti alla Prefettura perché a fronte della diminuzione del personale in Questura, in barba alla realtà,   si mantiene un Piano del controllo del territorio dove il coordinamento delle porzioni di territorio in base alle forze in campo è assente o effettuato con criteri vetusti e crea di fatto un basso livello di controllo e assenza di un vero coordinamento».

«Manifestiamo davanti all’ospedale in quanto il Questore di Piacenza, nonostante il ruolo degli ispettori in questura sia superiore a quello stabilito, ha deciso di chiudere il presidio di Polizia dell’ospedale in barba alla sicurezza che offre e ha offerto a chi, in condizione di debolezza, per una malattia è costretto ad “abitare” in una città della sofferenza e del dolore dove la serenità è un elemento essenziale».

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«Stiamo manifestando per lavorare bene, per fornirti sicurezza vera, per esserci sempre ma con qualità che meriti: perché chiedere soldi, mezzi, uomini e chi più ne ha più ne metta, lo facciamo sempre, ma riteniamo sia giusto anche chiedere di lavorare bene con quel che si ha chiedendo di finirla con posti di privilegio in negli Uffici di Polizia e nelle Questure a danno di chi quotidianamente è chiamato a fornire assistenza soprattutto ai più deboli»

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