«Ottima la Vendemmia 2015 ma per il prodotto della cantina occorre tempo»

Comolli: «Solo dopo la svinatura è possibile dare un parere tecnico. Prezzi: quanto sta facendo la Cantina di Borgonovo è un modello da esportare»

Nella nostra provincia, così come lungo tutto lo stivale, in vigna ci sono tutti i presupposti per un’annata ottima, migliore delle ultime due. I pareri degli esperti sono fra l’ottimo e l’eccezionale, il che fa pronosticare un altrettanto buon risultato finale per il vino. Ne chiediamo conferma a esperto di lungo corso, enologo e agronomo, un piacentino in giro per l’Italia da quasi 25 anni, tanti chilometri in vigna con Veronelli, Fregoni, Desana, Ratti, Brera.

«Dire ora – spiega Comolli - che la vendemmia 2015 sarà più produttiva del 5%, che non ha risentito siccità eccetera, mi sembra prematuro. A oggi, si può solo costatare che l’andamento climatico ha anticipato leggermente il percorso maturativo di alcune uve e in alcune vigne ha accelerato il trasferimento nel grappolo di sostanze zuccherine. La superficie fogliare sta lavorando bene, un po’ di stress idrico in alcune zone di collina o in pendii di valle hanno determinato una riduzione dei volumi degli acini. Un bene, ma è fuori discussione che il giudizio e la valutazione del vino possono avvenire solo dopo la pigiatura e le prime lavorazioni del mosto, solo dopo la svinatura è possibile dare un parere tecnico».

Parliamo allora di vendemmia, quali sono gli elementi prioritari e fondamentali per dare un voto all’annata?

«Ogni vendemmia - continua Comolli - è un caso a sè, per fortuna. Altrimenti perché le uve di certi millesimi sarebbero pagate anche dieci volte tanto rispetto ad altre uve similari? Il processo vegetativo della pianta di vite dura da 140 a 180 giorni, in quest’arco di tempo le componenti interne ed esterne condizionano il risultato finale. Non è certo una pioggia di 10-20 mm dopo 35 giorni di siccità totale, in piena invaiatura, che può modificare status e qualità e valore. E' l’esatta epoca di raccolta, la data di avvio di un procedimento senza ritorno che determina poi i valori, i voti, i pregi di un’annata e di un vino, è fondamentale perché è un mix di fattori di produzione altamente variabili. La Sicilia taglia sempre per prima il traguardo da alcuni anni con vendemmie di prima mattina per cogliere alle temperature più basse di aria e grappolo. In Franciacorta diversi produttori sono partiti per portare in cantina uve con un’acidità tartarica alta al fine di poter creare le basi per la presa di spuma in condizioni di massima sicurezza. Ma c’è anche chi, fra i produttori Franciacortini, aspetta una maturazione più pronunciata dell’uva».

- E nella nostra provincia?

«In Valtidone - afferma l'esperto - i primi dati rilevati sui carri davanti alla vasca di pigiatura danno 18 gradi Babo e 7 di acidità complessiva, certamente un ottimo rapporto che fa ben sperare. I presupposti sono ottimali anche perché i grappoli si presentano puliti, turgidi, sanissimi, acini piccoli, colore omogeneo del grappolo, colore intenso, durezza dell’acino. E' il mix che determina il voto finale. Però, ripeto, occorre aspettare».

- Parliamo di prezzi

«Occorre dare una remunerazione corretta a chi produce uva - sottolinea Comolli - bisogna che la lavorazione avvenga in modo di dare un’ulteriore aggiunta di qualità e, infine, è fondamentale che il vino rappresenti il valore aggiunto riconosciuto dal consumatore. Ma non è solo una questione di rese e volume. Oggi il prezzo di partenza dell’uva deve andare oltre al rapporto con il prezzo del vino finito. E’ dall’uva e dai viticoltori che parte la qualità del vino, anche scegliendo il giusto e corretto momento di raccolta. L’uva deve essere remunerata in modo differente. Un minimo uguale per tutti nel rispetto dei parametri disciplinari ci deve essere, ma acidità, sanità, colore, titolo, essenze, peso e spessore possono essere parametri, per certi vini come succede in Bourgogne o Champagne, che determinano anche un 10-20% in più rispetto al prezzo di conferimento o di base. Credo che l’analisi e la valutazione che sta facendo, quest’anno la Cantina Valtidone di Borgonovo possa essere un ottimo esempio, da imitare ed esportare. Il ragionamento è molto simile a quello dei grandi distretti europei del vino. Il prezzo al chilogrammo varia da uva a uva, deve essere molto variabile, partendo da un prezzo medio intorno a 0,50-60 euro. E’ opportuno disincentivare i superi di vigna per non creare anche giacenza oltre il necessario in cantina».

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