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Palazzo Costa in via Roma: due giorni per ammirare la bellezza delle sale museali

Nella giornata del 16 ottobre il professore Marco Horak in nome dell'Ente Museo Palazzo Costa-Fondazione Horak e con la partecipazione dell’Assessore alla Cultura Tiziana Albasi, ha presentato il nuovo allestimento delle sale museali di Palazzo Costa al civico 80 di via Roma

Nella giornata del 16 ottobre il professore Marco Horak in nome dell’Ente Museo Palazzo Costa-Fondazione Horak e con la partecipazione dell’Assessore alla Cultura Tiziana Albasi, ha presentato il nuovo allestimento delle sale museali di Palazzo Costa al civico 80 di via Roma. Le visite guidate e gratuite proseguono oggi sabato 17 ottobre con inizio ad ogni ora: alle 10 e alle 12 e dalle 16 alle 17. Domenica pomeriggio nuova opportunità alle ore 16 e alle 17.  Nei giorni successivi le visite saranno riservate a  gruppi su appuntamento.

Il nuovo allestimento, di notevole impatto suggestionale, è frutto della collaborazione tra Andrea Crubellati e Andrea Circensi, operatori del restauro e dell’antiquariato di lunga esperienza, ai quali si deve anche la suggestiva luce diffusa che esalta le viste d’insieme e i particolari. Vari interventi di ripristino su dipinti sono stati eseguiti da Daniela Giusti, Alessandra Piccoli e Fabio Zignani. Nella Galleria Bibiena sono esposte 76 grandi incisioni di architetture bibienesche, tratte dalla raccolta “Architetture e Prospettive dedicate alla maestà di Carlo Sesto Imperatore”, disegnate da Giuseppe Galli Bibiena ed incise nel 1740 da A. Pfeffel. 

Dalla Galleria si accede alla “sala Salvator Rosa“ che deve il suo nome alla presenza di una notevole raccolta di opere, dipinti e incisioni dell’artista (Napoli 1615- Roma 1673) considerato uno dei massimi esponenti della pittura del Seicento; nella raccolta di dipinti e incisioni spicca “Mario davanti alle rovine di Cartagine", tela che fu esposta anche a Napoli, al Museo di Capodimonte, in occasione della mostra “Salvator Rosa fra mito e magia”. Vi sono conservati poi dipinti di Mario Nuzzi, detto “Mario dei Fiori”, Sisto Badalocchi, Andrea Sacchi e una raccolta di sculture dal XIV al XVIII secolo e la preziosa versione della Madonna dei fusi della bottega di Leonardo, già esposta nei mesi scorsi ai Musei Civici di Palazzo Farnese a Piacenza e che sarà presentata a Tokyo per un importante evento espositivo che si terrà nel 2016.

Segue la visita della sala degli stucchi, così denominata per la ricca decorazione a stucchi di probabile manifattura ticinese, nella quale sono presenti varie statue e alcuni importanti complementi d’arredo e alla Pinacoteca, dedicata soprattutto alle varie scuole del Seicento.Nelle sale sono inoltre esposti importanti dipinti e sontuosi arredi d’epoca. 

Infine la Sala Impero riallestita dalla famiglia Costa circa un secolo dopo la costruzione del palazzo, presenta ancora l’impianto decorativo originale caratterizzato dalla tappezzeria in seta blu, dal pavimento in seminato veneziano e dagli affreschi di soggetto mitologico (le muse delle arti e della poesia). Notevoli gli arredi e le suppellettili che arredano la sala che, alle pareti, presenta una ricca quadreria con opere d’importanti protagonisti del Seicento italiano. 

Oggi e domani, grazie alla disponibilità dell’Unione Provinciale Artigiani, U.p.a. - Federimpresa, è visitabile il Salone d’onore di Palazzo Costa interamente affrescato da Ferdinando Galli Bibiena (1657-1743)  e ammirarne le decorazioni con le ardite quadrature prospettiche con una successione verticale di cinque livelli architettonici che si estende dalle pareti sino alla volta culminante in una balconata in cui il pittore genovese Giovanni Evangelista Draghi (1654-1712) ha dipinto una scena con protagonisti Bacco e Arianna. 

palazzo costa 2-2-2 IL PALAZZO

L’edificio, alto e maestoso, spicca al n. 80 di via Roma anche grazie al grande stemma di famiglia posto nel timpano dell’imponente fronte ed è uno degli esempi più sontuosi e significativi dell’architettura nobiliare tardo secentesca a Piacenza. Fu Iniziato da Giuseppe Costa nel 1688 su progetto di Ferdinando Bibiena. I membri di questa famiglia di origine genovese, furono prima mercanti di tessuti e poi banchieri e tra il Seicento e l’Ottocento assursero fra le famiglie piacentine di maggior rilievo acquisendo anche il titolo di conti di Soarza. 

Nel 1880, con la morte del conte Giacomo, ultimo discendente della famiglia, il palazzo passò al figlio adottivo Pietro Ceresa, indi appartenne ai banchieri Raguzzi. Nel 1934 venne acquistato all’asta giudiziaria dai Maggi, ai cui eredi appartiene tuttora in gran parte, mentre alcune sale del piano nobile sono di proprietà della Fondazione Horak, che vi ha allestito il museo ambientale no profit, aperto al pubblico su richiesta. 

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