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Un fermo immagine del video trasmesso in diretta sulla pagina Facebook Tnt Piacenza nella serata del 26 marzo

Un fermo immagine del video trasmesso in diretta sulla pagina Facebook Tnt Piacenza nella serata del 26 marzo

Pallavicini attacca questura e procura: «Avete fatto una porcata»

In diretta Facebook dalla sede Si Cobas di via Colombo. Pallavicini: «Se credevano di farci del male con questa porcata sappiano che ci hanno reso molto più forti. Quando noi saremo ancora l'organizzazione più forte della logistica loro se ne saranno già andati!»

«Voglio mandare un messaggio alla procura e alla questura se mi stanno vedendo. La porcata che hanno combinato è di una gravità senza precedenti per la città di Piacenza ha trovato la risposta in un popolo degno perché Piacenza si è già liberata nel Risorgimento e con le guerre di Liberazione e si libererà anche di loro». A dirlo senza mezzi termini e a poche ore dalla notizia della revoca degli arresti domiciliari per lui e per Mohamed Arafat, Carlo Pallavicini in diretta Facebook sulla pagina Tnt che trasmetteva dalla loro sede di via Colombo dove i due si sono recati assieme a decine di compagni per festeggiare. E ancora: «Se credevano di farci del male con questa porcata sappiano che ci hanno reso molto più forti. Quando noi saremo ancora l'organizzazione più forte della logistica loro se ne saranno già andati!». 

LA REVOCA DELLE MISURE - Mohamed Arafat e Carlo Pallavicini sono liberi, o meglio, il tribunale del Riesame di Bologna ha accolto le richieste dei loro legali Eugenio Losco e Mauro Straini e ha revocato la misura cautelare degli arresti domiciliari, rimangono pertanto indagati a piede libero per resistenza a pubblico ufficiale e lesioni aggravate. Circa gli altri cinque egiziani che avevano il divieto di dimora nel Piacentino: per due il giudice ha sostituito la misura con l'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria (obbligo di firma), per altri due ha revocato il divieto di dimora, mentre un quinto ha preferito non fare ricorso per motivi personali. 

Solo qualche giorno fa il gip di Piacenza Fiammetta Modica (le indagini erano state coordinate dal pm Matteo Centini) aveva respinto le richieste di revoca avanzate. «Abbiamo sollevato al tribunale della Libertà problematiche di carattere tecnico e il giudice ha accolto i nostri rilievi e la nostra ricostruzione», ha detto l'avvocato Losco. Il pm titolare delle indagini potrebbe ora fare ricorso contro la decisione del tribunale bolognese. Immediata la reazione del sindacato Si Cobas che ha accolto Arafat e Pallavicini alla loro sede di via Colombo dove Arafat ha parlato ai compagni in diretta Facebook: «Accuse false e strumentalizzate. I nostri arresti servono solo ai padroni che vogliono sottomettere i lavoratori». Nel frattempo il magazzino Tnt-FedEx di Piacenza è stato svuotato e la merce dirottata altrove. 

SCONTRI ALLA TNT - In tutto erano state indagate 29 persone per sette misure cautelari (2 arresti domiciliari, 5 divieti di dimora), gli altri 22 sono indagati a piede libero. Tutti sono accusati a vario titolo e in concorso di  reati di resistenza aggravata a pubblico ufficiale, lesioni personali aggravata, violenza privata e occupazione di suolo pubblico. Per la violazione del coprifuoco quella sera (1 febbraio) previsto dalla normativa sono state comminate multe per un totale di 13mila e 200 euro, oltre a l’applicazione di quattro misure di prevenzione dell’avviso orale e cinque avvii di procedimento per altrettante revoche del permesso di soggiorno. 

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