Palpeggia la socia in pizzeria e al pub, chiesta la condanna

Per un 60enne, la procura chiede un anno e mezzo. La difesa: erano soci e lui se ne era andato chiedendo di restituire del denaro, una querela a orologeria

L’avrebbe palpeggiata tre volte nella pizzeria dove lavorava e in un altro locale. Con l’accusa di violenza sessuale, il pm Ornella Chicca ha chiesto la condanna a un anno e sei mesi per un 60enne. La vittima, una ragazza ventenne, era socia dell’uomo. La donna si è costituita parte civile, chiedendo un risarcimento di 25mila euro. Il difensore del pizzaiolo, invece, ha chiesto l’assoluzione sostenendo che la querela sarebbe stata presentata dalla giovane per vendicarsi del fatto che l’uomo voleva lasciare la società che i due avevano. La sentenza è attesa in ottobre. I fatti risalgono al febbraio marzo del 2017 e sarebbero avvenuti in due paesi della Bassa Valtrebbia.

Il processo si è concluso davanti al collegio presieduto da Stefano Brusati, con a latere i giudici Sonia Caravelli e Stefano Aldo Tiberti. Per la pubblica accusa, i palpeggianti sarebbero avvenuti, grazie anche alle testimonianze di alcune persone. In particolare, al termine del lavoro i due e alcuni amici si recavano in un pub. E qui alcuni avrebbero visto l’uomo allungare le mani sulla ragazza. A chiedere la condanna, e un risarcimento, è stato anche l’avvocato Paolo Lentini, con cui la giovane si è costituita parte civile.

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Di parere opposto, invece, l’avvocato Paolo Ferroni, difensore del 60enne, che ha chiesto l’assoluzione. Il legale ha sostenuto che la dichiarazione della donna non può essere assunta come prova. Inoltre, la difesa ha sottolineato come i problemi fossero nati quando lui aveva deciso di uscire dalla società che aveva con lei. La barista ha rilasciato dichiarazioni su cui sono sorti dubbi, secondo Ferroni. Prima lo elogiava e andavano insieme a bere alla fine del lavoro, nella querela invece lo definisce un depravato. Sembra una querela a orologeria, ha continuato il difensore, perché l’uomo viene denunciato quando lascia la società. Un’altra stranezza è nella cifra richiesta: lei, ha spiegato Ferroni, avrebbe dovuto restituirgli 27mila euro per lo scioglimento della società. Oggi, ha concluso, invece, ne chiede 25mila di risarcimento.

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