Palpeggiò una donna al bar, turco condannato per violenza sessuale

Un anno e nove mesi per violenza sessuale, il pm aveva chiesto 2 anni. La vicenda avvenne nel 2011 in un bar a Borgonovo. La difesa: «La donna è inattendibile non si sono le prove. Ricorreremo in Appello»

La stipula di un contratto per luce e gas non dovrebbe avere un grande appeal erotico, eppure per quell’uomo, un turco, la promoter che aveva di fronte, doveva attrarlo sessualmente. Tanto che l’aveva toccata più volte. Lei lo aveva denunciato e, il 14 febbraio, l’uomo è stato condannato a un anno e nove mesi di reclusione (il pm aveva chiesto due anni) con la pesante accusa di violenza sessuale aggravata. Il collegio presieduto dal giudice Stefano Brusati, a latere Fiammetta Modica e Sonia Caravelli, ha sospeso la pena. Tra le pene accessorie, i giudici hanno stabilito l’interdizione perpetua dai pubblici uffici e dalle amministrazioni di sostegno. Si è svolto così, in aula, l’ultimo atto - anche se la difesa ha preannunciato Appello - di una vicenda che già aveva visto una condanna, un ricorso in Appello che aveva annullato la sentenza e la celebrazione di un nuovo processo. La vicenda risale al 2011. Il teatro della vicenda è un bar nella zona di Borgonovo. La donna, all’epoca 36enne, era una venditrice di servizi per l’energia. I due si incontrano nel locale pubblico. Il 34enne turco, secondo le accuse della donna che poi lo denuncerà, aveva detto di conoscere l’uomo (anche lui all’epoca gestiva un locale pubblico, ma oggi non si sa dove sia). Mentre erano nel bar, l’uomo avrebbe fatto pesanti avance, cercando anche di baciarla. Non contento, avrebbe cominciato a palpeggiarla al seno arrivando a metterle le mani sotto la gonna. Secondo il pm Emilio Pisante, la violenza c’è stata e la donna - è stata sentita dai giudici in aula - è credibile. Al termine, la pubblica accusa ha chiesto al condanna a due anni di reclusione. Per il difensore del turco, l’avvocato Alfonso D’Antuono, invece la donna è inattendibile. Inoltre, ha affermato il legale non ci sono le prove di quanto avvenuto. D’Antuono attende le motivazioni della sentenza poi valuterà il ricorso in Appello.

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