Paolo Rebecchi (Anpas) al Parlamento Europeo per il "Progetto Adapt"

Paolo Rebecchi, responsabile regionale della Protezione Civile di Anpas Emilia Romagna al Parlamento Europeo per la chiusura del Progetto Europeo Adapt (Awareness of Disaster Prevention for vulnerable groups - La consapevolezza della prevenzione delle catastrofi per i gruppi vulnerabili)

Paolo Rebecchi, responsabile regionale della Protezione Civile di Anpas Emilia Romagna al Parlamento Europeo per la chiusura del Progetto Europeo Adapt (Awareness of Disaster Prevention for vulnerable groups - La consapevolezza della prevenzione delle catastrofi per i gruppi vulnerabili). Il 7 febbraio a Bruxelles si è tenuta la conferenza finale di Adapt, importante progetto Europeo per la prevenzione delle catastrofi rivolta ai cosiddetti gruppi vulnerabili. Rebecchi è stato inviato in Belgio direttamente dal Responsabile Nazionale di Protezione Civile Anpas, per prendere parte al tavolo di sintesi che ha visto Anpas come partner strategico nel panorama Europeo del progetto.    

Il Progetto Adapt  è stato finanziato dalla Dg Echo nell’ambito del Programma Civil Protection 2014 dell’Unione Europea. Il capofila del progetto è Samaritan International mentre gli altri partner sono Anpas, White Cross Bolzano, Asb Germany, Dkfh Samaritan Danimarca e l'Università Tor Vergata di Roma. Adapt si inserisce nel solco di Samets, progetto in cui Anpas è capofila e che tratta la gestione degli affari sociali all’interno dei campi di emergenza.  Adapt, interviene nell’ottica della prevenzione e della riduzione del rischio per i Gruppi Vulnerabili e la loro gestione durante un evento disastroso, da parte delle comunità di riferimento.  La prima riunione dei referenti per il progetto si è svolta il 26 gennaio 2015 a Francoforte.

Anche questo step ha evidenziato il grande impegno di Anpas per un impegno sicuramente di livello. Rebecchi ha così commentato: «E' importante seguire la progettazione europea non solo per questioni di opportunità, ma per condividere linee e strategie a livello internazionale. Il nostro paese credo che debba sviluppare ulteriormente la prevenzione ed utilizzare ogni strumento per tutelare soprattutto quei gruppi che risulterebbero più esposti alle catastrofi. Per me e per il movimento è un' opportunità  di ulteriore crescita che dovrà avere ricadute positive sul campo e su tutto il territorio nazionale».

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