Sabato, 25 Settembre 2021
Cronaca

Parco Galleana e area ex Pertite, Scarpa: «Capire se la città è in grado di sostenerne i costi»

Federico Scarpa, presidente del consorzio Co.Sil.: «Quanto sta succedendo al parco Galleana è il risultato di un poco assennato lavoro politico del verde cominciato a Piacenza con l’acquisto della Galleana (secondo noi infausto) senza prevedere tutte le difficoltà che sarebbero sorte per mantenere quell’importante polmone verde»

«Quanto sta succedendo al parco Galleana è il risultato di un poco assennato lavoro politico del verde cominciato a Piacenza con l’acquisto della Galleana (secondo noi infausto) senza prevedere tutte le difficoltà che sarebbero sorte per mantenere quell’importante polmone verde. Non serve solo sbandierare una politica ambientalista per racimolare qualche voto come è stato fatto in passato e come si sta facendo oggi con il parco, ma occorre una seria programmazione di priorità e spese gestionali che vanno dal parco giochi bambini e piccole aree verdi in città fino a questo parco. Sì al verde, sì all’acquisto ma vogliamo sapere quanto costa mantenere il verde che abbiamo e che in futuro pensiamo di avere». Si legge in una nota di Federico Scarpa, presidente del consorzio Co.Sil. circa il degrado e l'incuria nell'area verde. 

«Il futuro  a questo punto si chiama Ex Pertite, di cui abbiamo già detto abbondantemente, ma è meglio ricordare il percorso che ha portato a questa ipotesi. Siamo partiti con un referendum sull’Ex Pertite, ma nessuno vuol dire o ammettere che non è stato raggiunto il quorum (come era nelle previsioni perché quel referendum interessa solo poco più di due/tremila persone) e che pertanto tale proposta non esiste e d'altronde come si può pensare di sbandierare ai quattro venti come una vittoria l’avere in gestione qualche centinaia di migliaia di area verde visto quello che sta succedendo in città e soprattutto dopo le ricorrenti segnalazioni di quello che succede al parco Galleana. Il verde ci deve essere ma se i finanziamenti sono scarsi, va chiesto ai cittadini se ritengono di trovare i fondi per gestirlo dirottandoli da altri capitoli di spesa, e nel caso indicando da quali.  Una volta il sindaco di Piacenza Reggi a fronte di “regali” che il Demanio voleva fare al Comune di Piacenza, ebbe a dire che i debiti noi non li vogliamo. Ecco forse, è il caso di ricordare alla Giunta di riflettere su queste parole». Conclude.                                                                                                                                                                                                             

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