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Il quadro che conteneva la Croce al merito di guerra

Il quadro che conteneva la Croce al merito di guerra

Partigiano fucilato a 20 anni, nel trasloco "sparisce" la Croce di guerra. La nipote: «Gesto vile»

Si è rivolta ad un'associazione di volontariato per svuotare la casa dell'anziana madre deceduta in modo tale da poter donare a chi ne avesse bisogno mobili e vestiario ma nel trasloco qualcuno avrebbe rubato la Croce al merito di guerra dello zio partigiano

Ha pensato di rivolgersi ad un associazione di volontariato no profit della città per svuotare la casa dell'anziana madre deceduta in modo tale da poter donare a chi ne avesse bisogno mobili e vestiario, ma, suo malgrado, è stata vittima di uno spiacevole episodio. Durante le operazioni di sgombero qualche giorno fa, eseguite da tre volontari che l'associazione le aveva mandato a casa, è sparita la Croce al merito di guerra conferita allo zio partigiano fucilato a 20 anni nel campo di concentramento di Fossoli (Carpi). Per questo si è rivolta ai carabinieri dove ha sporto denuncia. «Avevo preparato le cose da donare da quelle che invece avrei voluto tenere - spiega visibilmente commossa - e tra queste c'era il quadro con la Croce al merito di mio zio. Mi trovavo in cucina quando ho sentito il rumore di un vetro che si rompeva in un'altra stanza, i tre uomini mi hanno detto che non era successo nulla, ma dopo pochi minuti un volontario, quello che da subito si era dimostrato fino troppo interessato agli oggetti che avevo in casa, mi ha detto di aver trovato il quadro con la pergamena dell'onorificenza rotto nell'armadio in camera da letto. E' a quel punto mi sono accorta che era sparita la croce: il quadro era stato rotto e aperto nella parte posteriore per prendere la decorazione, non solo, l'attestato era strappato». «Poche ore dopo - continua Maria Cristina Zanelli - mi sono rivolta ai vertici dell'associazione per capire se la Croce potesse essere ritrovata ma fino ad oggi non è cambiato nulla. Non so se fosse fatta di un metallo prezioso, ma non è questo che mi addolora, ovviamente. Mio zio è stato ucciso a 20 anni perché partigiano, è come se avessero rubato in un cimitero. E' un gesto vile senza senso». Luigi Broglio era un partigiano, aveva 20 anni e siccome parlava bene l'inglese, era studente universitario di ingegneria, collaborava con gli Alleati nella messa in salvo di decine di prigionieri di guerra. Era nato a Sant'Ilario Ligure ma si era trasferito con la sua famiglia nel Piacentino poco dopo. Inquadrato nel Comando Unico di Coli da tempo, al termine di una missione, era andato a trovare una sua cugina a Genova e fu tradito da un parente acquisito che lo denunciò ai nazifascisti che lo imprigionarono, torturarono e infine fucilarano nel luglio del 1944 nel campo di concetramento di Fossoli. Qualche anno dopo, nel 1952, gli conferirono la Croce Al Merito di Guerra per la sua attività partigiana. «Non si è mai pentito della scelta che aveva fatto, anzi aveva anche perdonato chi lo aveva tradito. E' morto a 20 anni perché credeva in quello che faceva». Conclude la donna. 





 

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