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Giovedì, 19 Maggio 2022
I dati 2021 dell’Osservatorio stradale

Guida e alcol: 267 patenti sospese nel Piacentino, più del doppio quelle per incidenti

In primo piano nelle contravvenzioni causa di stop temporaneo al permesso di guida, anche i sorpassi (63) e il mancato rispetto dei limiti di velocità (58). L’analisi

Alcol alla guida: in un anno 267 patenti sospese nel Piacentino, più che raddoppiate quelle cautelari per incidenti, arrivate a quota 94, oltre il doppio rispetto alle 40 del 2020 e ai numeri ancora inferiori dei quattro anni precedenti. A fornire un quadro generale della situazione “sospensioni patenti” nell’area di Piacenza e provincia nel corso dell'anno 2021, Mauro Sorbi, presidente dell’Osservatorio per l’educazione alla sicurezza stradale dell’Emilia-Romagna. «La nostra elaborazione dei dati definitivi forniti dalla Prefettura di Piacenza conferma il perdurare della criticità per la presenza ancora troppo significativa di numerosi comportamenti non consoni alle norme del Codice della Strada. Nonostante lo sconvolgimento che la comparsa ed il perdurare della pandemia ha causato, permane sempre la guida sotto l’influenza dell’alcol e di sostanze stupefacenti la prima causa di sospensione della patente nel territorio piacentino».

                              Sospensioni patenti-2

Abuso di alcol - «Le sospensioni delle patenti hanno come prima causa la guida sotto l’influenza dell’alcol e guida in stato di alterazione sotto l’effetto di sostanze stupefacenti. Questo comportamento altamente pericoloso per chi guida un mezzo è un fenomeno che è sempre e da troppo tempo presente nel nostro territorio. L’azione educativa ha ridotto il triste fenomeno del recente passato denominato “stragi del sabato sera” ed ora sono gli adulti quelli che maggiormente trasgrediscono alle norme del Codice della strada contro l’abuso di alcol». Violazioni per anno: 2013 (244) 2014 (307) 2015 (335) 2016 (294) 2017 (440) 2018 (379) 2019 (316) 2020 (226) 2021 (267).

«Un andamento ugualmente altalenante - sottolinea - si riscontra per le sospensioni per guida sotto l’effetto di sostanze stupefacenti» 10 complessivamente dodici mesi del 2021. «I comportamenti non in linea con il rispetto alle norme del Codice della Strada sembrano cristallizzati – prosegue - denotando un’assuefazione a comportamenti sbagliati e forieri di incidentalità». Si Segnalano:

Sorpasso - «Sono ancora presenti violazioni delle norme relative al sorpasso, con dati che attestano un comportamento errato consolidato». Sono 63 quelle riscontrate nel 2021. Limiti di velocità – distrazione - «La mancata osservanza dei limiti di velocità e il dilagante fenomeno della distrazione, i cui dati sono sottostimati rispetto alla vastità del fenomeno a causa della difficoltà di poter contestare la violazione, sono causa di oltre l’80% dell’incidentalità stradale». Nel 2021 sono state 58 le sanzioni a Piacenza e provincia, una in meno rispetto al 2020, anno che ha registrato il picco più alto degli ultimi sei anni. «Da segnalare - continua l'Osservatorio - anche le infrazioni al corretto uso del cronotachigrafo -nel 2021 pari a 19 - che evidenziano che il fenomeno è lungi dall’essere superato».

Omesso uso cinture di sicurezza - «Un dato sconfortante quello relativo all’omesso uso delle cinture di sicurezza con il perdurare di questo errato comportamento – 20 le violazioni nel Piacentino nel 2021 - nonostante siano trascorsi oltre 40 anni dall’entrata in vigore di questo obbligo, il cui mancato rispetto può compromettere la sopravvivenza in caso di incidente». «Una certa preoccupazione desta l’omissione di soccorso - 13 nel 2021, il numero più elevato degli ultimi nove anni - che denota una presenza di comportamenti contrari alla civicità». Circolazione contromano in corrispondenza di curve, raccordi - «Guidare contromano si verifica quando in una strada a doppio senso di circolazione si invade il senso opposto di marcia, mettendo in serio pericolo la propria e l’altrui vita. Questo comportamento, purtroppo, è ancora presente». Sette le violazioni di questo tipo accertate nel 2021 nel Piacentino, una in più rispetto all’anno precedente.

Analisi delle probabili cause e concause: distrazione e aggressività - «La situazione post lockdown ha messo in risalto un consistente aumento di traffico caotico, frenetico, perché le criticità sociali e lavorative hanno aumentato la distrazione e l’aggressività, già presenti a livelli di guardia ante covid» osserva l’analisi del presidente dell'Osservatorio per l’educazione alla sicurezza stradale. «La distrazione è ormai incontrovertibilmente ritenuta causa o concausa principale di circa 4 incidenti su 5. Troppo spesso gli utenti hanno un forte ma ingiustificato senso della propria immunità soggettiva rispetto al reale pericolo che comportamenti inidonei possono portarli ad essere soggetti-oggetti di incidentalità. Sottostimato, rispetto a quanto assistiamo quotidianamente sulle nostre strade è il numero delle sanzioni comminate per violazione all’art. 173 (uso cellulare durante la guida), in base ai nostri monitoraggi e scambio dati con le polizie locali».

Velocità - «I dati statistici, in continuità col passato - aggiunge l’analisi - evidenziano che il tallone di Achille dell’incidentalità è l’ambito urbano che vede coinvolti i soggetti fragili, gli utenti deboli e il primo elemento da stigmatizzare è proprio il comportamento inidoneo di una parte degli utenti (leggi distrazione) e la maggior causa del danno arrecato è la velocità, perché anche solo i 50km/h sono potenzialmente mortali in caso di scontro». Scarsa percezione della velocità - «Un mix a volte letale è con la frequente scarsa percezione della velocità. È evidente che se si viaggia più lentamente, anche un automobilista distratto ha una possibilità di evitare un incidente e di limitarne i danni in caso di impatto, perché ha maggior tempo per reagire e diminuisce la distanza di arresto». Sinistrosità autonoma - «Altro campanello di allarme è la forte presenza della sinistrosità autonoma: un solo mezzo è soggetto ed oggetto dell’incidente».

Costo sociale - «La sicurezza stradale tutela in primis la vita degli utenti e anche le finanze dello Stato, perché il costo sociale dell’incidentalità è pari quasi ad un punto del Pil. I dati evidenziano una improcrastinabile necessità di “mobilità sostenibile”, per diminuire l’inquinamento atmosferico, acustico e la congestione stradale, ma sempre in una cornice di sicurezza stradale, tema sfaccettato che esige un approccio non ideologico, garantita da un sistema organico di leggi e di comportamenti virtuosi messi in atto da tutti gli utenti della strada». «Nessun utente - conclude l’analisi - deve avere la supremazia sugli altri e ogni violazione al Codice andrebbe sanzionata equamente, non solo perché l’impunità genera l’arroganza ma soprattutto, perché ogni comportamento scorretto può mettere in pericolo se stessi e altre persone».

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