Peep: spacciatore preso mentre consegna la cocaina ad un'impiegata

Il nucleo investigativo dei carabinieri di Piacenza ha arrestato uno degli spacciatori del Peep il cosiddetto "Ale dei Palazzi" mentre stava consegnando la cocaina ad un'impiegata piacentina. LE FOTO

"Nella zona dei palazzi del Peep si annida un fiorente giro di spaccio di cocaina. Soprattutto nelle aree dei garage, Ma per noi non è facile muoversi all'interno di quel labirinto di case e cortili". Il capitano Rocco Papaleo descrive in questo modo la zona più popolare della Farnesiana, dove tanti piacentini nei fine settimana vanno a rifornirsi della cocaina per trascorrere le serate da sballo. E la dimostrazione arriva dall'ultimo arresto effettuato dal Nucleo investigativo dei carabinieri.

ALE DEI PALAZZI - Si tratta di un marocchino di 28 anni, A.B. le sue iniziali, che è conosciuto nell'ambiente proprio con il soprannome di "Ale dei palazzi". I carabinieri gli hanno trovato otto grammi di cocaina e ora si trova in carcere alle Novate con l'accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. In auto con l'immigrato, al momento del controllo, c'era un'impiegata piacentina di 30 anni, che poi ha ammesso di aver acquistato altre volte la droga da Ale dei palazzi. "Mi serviva la cocaina per festeggiare in discoteca il compleanno di un amico" si è giustificata, ma per lei è scattata la segnalazione alla prefettura come assuntrice.

DROGA PER IL WEEKEND - Lo straniero era a bordo dell'auto della piacentina che ha spiegato di aver ricevuto dall'amico la richiesta di un passaggio per andare a rifornirsi di stupefacente. "In cambio del passaggio - ha detto la 30enne - avrei avuto in cambio uno sconto sulla dose che mi serviva". Invece di pagarla 100 euro probabilmente l'avrebbe pagata 70 euro.

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Il capitano Papaleo e i suoi uomini però hanno notato il viso conosciuto del marocchino e hanno deciso di controllare la vettura. Tra le pieghe della maglia, nonostante togliendosela abbia tentato di sbarazzarsene, hanno trovato la droga. "Io avevo chiesto al mio rifornitore solo qualche grammo per uso personale - avrebbe tentato di giustificarsi - ma siccome aveva il bilancino rotto, si deve essere sbagliato dandomene di più". Una giustificazione che il giudice per le indagini preliminari Giuseppe Bersani non ha ritenuto credibile in sede di convalida dell'arresto, e ha quindi disposto la custodia cautelare in carcere alle Novate.

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