Pendolari, ancora forti ritardi. E per Trenitalia, la colpa è anche dei viaggiatori

Continua l'odissea dei pendolari piacentini. Ieri ancora forti ritardi e carrozze congelate. Sul piede di guerra il presidente dell'Associazione, Ettore Fittavolini. Ma per Trenitalia, anche i viaggiatori hanno la loro colpa nei disordini


Ieri ancora forti ritardi, l'odissea dei pendolari non ha fine. Sull'orario di marcia, i treni ci hanno impiegato dai 20 ai 53 minuti in più per raggiungere la destinazione. E disservizi all'ordine del giorno: toilettes guaste, vagoni congelati, improvvise soste in aperta campagna. Così, dall'Associazione dei Pendolari di Piacenza, arriva una vera e propria sollevazione, sotto forma di lettera tagliente, firmata dal presidente Ettore Fittavolini.

“Adesso si scopre che i treni che si fermano in mezzo alla campagna, i ritardi taroccati sugli orologi di stazione, i vagoni frigorifero d’inverno ed altoforno d’estate,
le porte automatiche guaste, le carrozze fuori servizio, i bagni infrequentabili, l’assenza di pulizia sono colpa nostra. Magari verrà pure fuori che, così innamorati delle lunghe frequentazioni negli scompartimenti, abbiamo chiesto noi che vengano allungati i tempi di percorrenza dei già superlenti treni regionali che impazzano sulla nostra tratta”.

Malcontento anche per l'incontro del 9 dicembre scorso con i rappresentanti regionali di Trenitalia, tenutosi nell'aula consiliare di Palazzo Uffici. Quasi nulle le loro risposte alle domande di pendolari e giornalisti, tranne che per aver sollevato un vespaio con la loro affermazione “il ritardo dei convogli è per un terzo causato dagli stessi viaggiatori”.

Altri guai in vista a partire dal 14 dicembre, data d'inizio ufficiale della Tav Bologna-Milano. Per l'ICplus 552 Rimini-Milano, perennemente in ritardo di suo, è previsto sul nuovo orario un allungamento di circa 15 minuti sul tempo di percorrenza. E il nuovo anno porterà i rincari delle tariffe di abbonamento.

Per protestare, l'Associazione pendolari piacentini ha indetto, per il prossimo 13 dicembre, un presidio alla stazione centrale di Milano. I pendolari e i lavoratori delle ferrovie – scrivono per motivare la manifestazione – questo stato di quasi abbandono e di precarietà del trasporto ferroviario, fatto di continui ritardi, disservizi e soppressioni, lo vivono ogni giorno sulla propria pelle.

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