Cgil, un "ispettore" da Roma per il congresso locale

Non si placa il subbuglio alla Camera del Lavoro piacentina, con il caso Spi. Ieri i rappresentati dei pensionati indagati si sono autosospesi: sono Franco Sdraiati, Nicola Gasbarro, Anna Maria Nicocia e Loredana Riva. Tutti sono stati raggiunti da un avviso di garanzia. Il segretario Copelli: «Garante non necessario»

Si sono autosospesi gli indagati Spi-Cgil raggiunti, nei giorni scorsi, da un avviso di garanzia sulle presunte irregolarità nell'iscrizione forzata di alcuni pensionati alla Cgil. Così, hanno abbandonato il proprio ruolo nella segreteria provinciale Franco Sdraiati, Anna Maria Nicocia, Loredana Riva e Nicola Gasbarro. La decisione, ratificata dalla segreteria regionale, garantirà "massima trasparenza" fino a quando la magistratura non avrà chiarito come si sono svolti i fatti.

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CARABINIERI AL LAVORO - I quattro, insieme a Edgardo Musselli, già destinatario di un avviso di garanzia qualche settimana fa ma immediatamente escluso in via preventiva dal sindacato, sono indagati per truffa e falsa scrittura. In questi giorni i carabinieri stanno acquisendo tutta la documentazione necessaria per far luce sulla questione, per stabilire responsabilità e circoscrivere oggettivamente i casi, che paiono essersi allargati a macchia d'olio. 

GARANTE DA ROMA - Ma non è l'unica tegola a cadere dall'apparato cittadino della Camera del Lavoro, mai come in questi mesi scricchiolante. Dopo l'avventato - ma foriere di un clima non propriamente sereno - "murales" sui muri di via XXIV Maggio, ieri, da Roma, è arrivato una sorta di "richiamo" ufficiale: un garante, inviato dal segretario nazionale Guglielmo Epifani, seguirà passo per passo con la dirigenza piacentina il congresso locale. 

«NON ERA IL CASO» - Non ha gradito troppo la notizia il segretario provinciale Gianni Copelli: «A mio parere non era il caso, a Piacenza non ci sono mai stati problemi, tranne che per una categoria, sulla quale, con la massima trasparenza, stiamo cercando di individuare tutte le eventuali colpe. In ogni modo, daremo la nostra massima disponibilità per qualsiasi decisione verrà presa».

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