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«Per garantire i diritti dei minori, è necessaria un’azione comune di giuristi, psicologi e pedagogisti»

Il garante per l’infanzia e l’adolescenza dell’Emilia Romagna, Luigi Fadiga, invitato in Cattolica per l’incontro “Garantire ai bambini un nuovo inizio” organizzato dalla Facoltà di Scienza della Formazione

“Per garantire i diritti dei minori, è necessaria un’azione comune di giuristi, psicologi e pedagogisti. Fino ad ora l’approccio psicologico ha prevalso sul pedagogico, ma è essenziale ricondurre il tutto ad un adeguato e sinergico equilibrio.L’attenzione che la giurisprudenza sta riservando ai soggetti di minore età impone oggi un rafforzamento delle conoscenze e delle competenze di chi opera come educatore e pedagogista al loro fianco. Tanto più che la crescente complessità delle condizioni di vita e delle criticità a cui sono esposti bambini e ragazzi, comporta la costruzione di chiavi interpretative sempre più raffinate e multidisciplinari”.

Così si è espresso il garante per l’infanzia e l’adolescenza dell’Emilia Romagna, Luigi Fadiga, invitato  in Cattolica per l’incontro “Garantire ai bambini un nuovo inizio” organizzato dalla Facoltà di Scienza della Formazione insieme al dipartimento di Scienze Giuridiche. Dopo il saluto della prof.ssa Elisabetta Musi, docente di Pedagogia generale e organizzatrice dell’iniziativa, del prof. Roberto Diodato, docente di filosofia e Coordinatore del Corso di Laurea Magistrale in Progettazione pedagogica nei servizi per i minori e del professor Antonio G. M. Chizzoniti, professore ordinario di Diritto Canonico, Direttore del Dipartimento di Giurisprudenza, ha preso la parola Fadiga, già magistrato ed esperto del diritto di famiglia che è giunto ormai quasi al termine del mandato previsto (5 anni) per questo ruolo che è divenuto fondamentale in una società sempre più composita e multietnica, dove le soglie di povertà ed indigenza sono sempre più vaste, privando i fanciulli dei loro più fondamentali diritti.

“Il minore- ha ribadito Fediga- dalla nascita è subito persona cui spettano dei diritti e non solo come figlio con un rapporto di relazione. La povertà minorile- ha chiarito- con la convenzione delle Nazioni Unite ha compiuto un importante progresso, che però non è ancora stato metabolizzato dalla cultura giuridica e sociale. I principali ostacoli ad un percorso di crescita, sono materiali (incapacità di agire secondo i propri diritti), educativi, sociali e giuridici. Nella seconda accezione vanno compresi le privazioni della possibilità, per il fanciullo, di apprendere, sperimentare, sviluppare e far fiorire capacità, talenti ed aspirazioni. Questa battaglia di civiltà va combattuta fin dal nido e da qui in tutto il ciclo di studi. Gli ostacoli sociali sono la privazione della libertà di parola e di rappresentanza”.

Critico Fedigra anche sulla legislazione che ha definito “farraginosa, con un progetto di riforma governativa che prevede l’abolizione del pubblico ministero minorile, ovvero l’unica figura che si può dire rappresenti istituzionalmente i minori. E le istituzioni devono rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale”. Numerose e importanti sono le novità intervenute negli ultimi tempi e le sfide che si affacciano in relazione ai diritti dell’infanzia e dell’adolescenza. Sul primo fronte si possono ricordare la sostituzione della patria potestà con la responsabilità genitoriale, il diritto del minore all’ascolto, il diritto a conservare i rapporti con i parenti di entrambi i genitori in caso di crisi della famiglia, il diritto alla continuità affettiva dei bambini e delle bambine in affidamento familiare. Nella seconda prospettiva emergono specialmente i temi della protezione dei minori stranieri non accompagnati, la revisione della normativa in materia di adozione e in particolare di diritto di accesso dell’adottato alla conoscenza delle origini, la riforma della cittadinanza. Tutte importanti problematiche analizzate dal Garante nella consapevolezza che il filo rosso che li collega è la progressiva implementazione della Convenzione delle Nazioni Unite sui Diritti del Fanciullo del 20 novembre 1989 ratificata dall’Italia con la legge 27 maggio 1991.
 

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